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C’è l’ok alla cava del Gozzone La Provincia approva il piano

 C’è l’ok alla cava del Gozzone La Provincia approva il piano

LIVORNO. Dopo un'attesa durata anni- ne sono passati 7 dall'approvazione del Piano regionale delle attività estrattive, cui sarebbero dovuti seguire quelli provinciali- e una scia infinita di...

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LIVORNO. Dopo un'attesa durata anni- ne sono passati 7 dall'approvazione del Piano regionale delle attività estrattive, cui sarebbero dovuti seguire quelli provinciali- e una scia infinita di polemiche, il consiglio provinciale di Livorno ha adottato il Paerp (o Piano delle attività estrattive di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia), meglio conosciuto come “Piano cave”. A onor del vero, oltre alla nostra, sono solo quattro le province toscane ad averne già adottato uno, a testimonianza delle difficoltà oggettive cui vanno incontro le amministrazioni, che si trovano a fare i conti con gli effetti di una gravissima crisi economica che ha ridisegnato i contorni e le priorità del paese, soprattutto del mondo del lavoro. Difficoltà che hanno accompagnato anche la seduta consiliare di ieri mattina, che ha visto la partecipazione del Cssto (Comitato per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio e dell'occupazione: in sostanza, gli operatori del settore agricolo contrari alla cava di Gozzone nel territorio di Rosignano) e dei lavoratori della Donati laterizi, l'impresa che lega il proprio destino proprio all'apertura di una nuova cava di argilla: alla fine il “Piano cave” è stato adottato (con 19 voti favorevoli e 6 astenuti) con l'aggiunta di un emendamento significativo a firma di sette consiglieri del gruppo Pd in cui si chiedono ulteriori approfondimenti e verifiche per la cava di Gozzone, fino alla presa in considerazione della possibilità di rimodulare il vincolo sull'area di Staggiano (Collesalvetti). Per l'opposizione l'emendamento - «Simbolo della spaccatura all'interno della maggioranza» - dicono, rappresenta una perdita di tempo che potrebbe gravare ulteriormente sul destino di tutta l'industria regionale legata all'estrazione. In ogni caso, per i 59 operai Donati, quello di ieri sembrerebbe essere un passo avanti. Anche se contemporaneamente per diciotto di loro è scattata la mobilità.

Maria Giorgia Corolini

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