Sicurezza
Prc attacca: «L’argine remoto non servirà»
CECINA. «L' argine remoto in costruzione sul fiume Cecina a che serve?». Il Partito della rifondazione comunista interviene con una nota sui lavori che dovrebbero mettere in sicurezza l’abitato della...
CECINA. «L' argine remoto in costruzione sul fiume Cecina a che serve?». Il Partito della rifondazione comunista interviene con una nota sui lavori che dovrebbero mettere in sicurezza l’abitato della frazione dal rischio di alluvione. «L’argine remoto in costruzione dalla Variante Aurelia alla ferrovia, più che mettere in sicurezza la popolazione dei Palazzi, sembrerebbe progettato per dar modo di costruire ancor di più in zone che erano (sono ancora?) a rischio idraulico».
Il Prc esprime i propri timori in merito a questa vicenda: «Come Rifondazione comunista pensiamo, che se il fiume Cecina ripetesse la piena del 1966, le acque supererebbero il costruendo argine remoto, creando danni ai nuovi e futuri insediamenti. Visto che la stessa piena del 1966 (non siamo a conoscenza se negli ultimi 200 anni, ce ne siano state di più invasive) oltrepassò anche via Ginori, ci riesce difficile capire con quali criteri di prudenza e di affidabilità, siano state date concessioni per costruire decine di nuovi alloggi nella zona».
Tra le grosse novità ambientali, secondo il Prc, c'è la modifica dello sbocco della foce del fiume Cecina, «che – si legge nella nota – in presenza di una piena poderosa e di venti contrari di libeccio/grecale o quant'altro, potrebbero creare dei danni materiali notevoli, forse non valutati con la dovuta attenzione. Se dovessero capitare dei disastri, non potremo certo parlare di fiume assassino o di mare crudele, ma solo di superficialità e incompetenza degli esseri umani».
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