Sicurezza
«Entro giugno serve il bando per il trasporto scolastico»
RIPARBELLA. «Un bando per assegnare il servizio scuolabus a una nuova ditta». È quanto chiede Alessandro Lucibello Piani, dell’Ipc Riparbella, in seguito delle difficoltà verificatesi in seguito al...
RIPARBELLA. «Un bando per assegnare il servizio scuolabus a una nuova ditta». È quanto chiede Alessandro Lucibello Piani, dell’Ipc Riparbella, in seguito delle difficoltà verificatesi in seguito al fallimento della ditta Falaschi. «Mentre altri Comuni di altre regioni hanno già provveduto a indire il nuovo bando per sostituire la ditta fallita – spiega Lucibello – e ridurre al minimo i disguidi, nella nostra Unione del presidente Gruppelli si prosegue come sempre nel silenzio totale».
Lucibello fa chiarezza anche sul ruolo di Aurelio Pellegrini, che lui stesso aveva chiamato in causa qualche giorno fa. «Pellegrini, assessore alle politiche scolastiche dell'Unione dei Colli marittimi Pisani fa sapere a mezzo Facebook di non essere più da tempo assessore alla scuola denunciando che il sito dell'Unione non é aggiornato e ricorda che a Montescudaio non hanno la Falaschi. Ecco dunque come funziona l'Unione, vanno deserti i bandi, si denuncia la situazione critica del servizio scuolabus e alla fine si scopre che l'assessore responsabile della prima funzione ceduta dai Comuni all'Unione non c'é, un bel esempio di efficienza e trasparenza e irresponsabilità diffusa».
L’esponente dell’Ipc Riparbella conclude il suo intervento chiedendo un nuovo bando per appaltare il servizio scuolabus: «Preso atto della latitanza dell'Unione non ci resta che appellarci ai sindaci dei due paesi maggiormente coinvolti, Lucchesi per Castellina e Fantini per Riparbella. In zona esistono diverse piccole aziende di trasporto che se coinvolte e remunerate equamente possono fornire il servizio di scuolabus con standard qualitativi sicuramente migliori del precedente. Aprite subito un tavolo con esse e costruite una gara seria, subito, non a giugno, perché da qui a giungo é evidente che non si possa far affidamento in nessun caso su una ditta fallita che già da sana non era affidabile».
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