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Bando ristorante, Cecina Insieme attacca

Bando ristorante, Cecina Insieme attacca

«Situazione analoga a quella della stagione musicale, ma allora la commissione escluse il vincitore»

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CECINA. «Due pesi e due misure». È questa la denuncia che arriva dai consiglieri di “Cecina Insieme” Lorenzo Gasperini, Dario Marzini e Riccardo Rindi. I membri del gruppo di opposizione tornano alla carica sul bando della stagione musicale e denunciano un diverso comportamento della commissioni giudicante (formata da Stefano Bezzini, Alessandra Cheli e Filippo Ciampini) in occasione dell’assegnazione dell’appalto per la gestione del ristorante di Villa Guerrazzi, che a fine 2012 è stato affidato alla rosignanese Ruby srl fino al 2021. «In realtà – spiegano i tre – il vincitore della gara risultava essere Nicola Varone, un imprenditore di Sesto Fiorentino. La commissione, però, riscontrò delle incongruenze tra l’autocertificazione presentata da Varone e i dati riportati nel casellario giudiziale. L’assegnazione pertanto fu revocata e a Varone furono dati quattro giorni di tempo per presentare una difesa. L’avvocato dell’imprenditore scrisse una lettera alla commissione spiegando che i fatti in questione non erano stati indicati perché prescritti, dato che erano trascorsi più di 10 anni. La commissione, però, non tenne conto di quella memoria. Pertanto a giugno escluse Varone e segnalò il fatto alla Procura. Successivamente assegnò la gestione del ristorante alla Ruby srl, seconda classificata (parteciparono solo in due, ndr)».

La dinamica dei fatti è in tutto e per tutto simile a quella riscontrata per il bando della stagione musicale. Salvo per la conclusione. In quell’occasione, infatti, Gianni Pini di Music Pool di Ati-Arci, omise nella sua autocertificazione un’informazione che invece compariva nel casellario giudiziale. Il reato era da considerarsi prescritto da un punto di vista temporale (anche se non era mai stata presentata richiesta di prescrizione) e la commissione tenne conto della buona fede di Pini e confermo l’aggiudicazione.

«È evidente che in due casi del tutto analoghi le conclusioni sono state opposte e la questione, a nostro giudizio, è rilevante da un punto di vista politico. Pertanto, chiediamo che sia fatta chiarezza».

Il sindaco Stefano Benedetti, interpellato sulla vicenda, conferma la fiducia nell’operato delle commissioni: «Evidentemente le due fattispecie non sono paragonabili. Questione rilevante politicamente? Non credo proprio. La politica in queste cose non c’entra niente». A seguito dell’esclusione di Varrone, prima di procedere con l’aggiudicazione alla Ruby srl, il Comune chiese un parere scritto all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici. L’obiettivo era verificare che fosse stata rispettata la procedura amministrativa e vedere se esistevano, o meno, fattori ostativi all’assegnazione. Non è chiaro, però, se la risposta da parte dell’Autorità sia mai arrivata. Su questo si confida che il Comune faccia chiarezza.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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