Italia
Vita partigiana scoperta da Nencini
Documenti inediti donati dallo studioso all’Archivio di Stato
CECINA. Lo studioso cecinese Ilio Nencini ha proposto la donazione all’Archivio di Stato di Livorno di alcuni rari documenti originali che, per competenza, sono stati trasmessi alla Soprintendenza Archivistica di Firenze. Tali documenti recano l’intestazione: “Presidenza del Consiglio dei ministri - Commissione regionale riconoscimento qualifica partigiani che hanno operato in Toscana”.
Essi riguardano l’organizzazione della Resistenza nel circondario collinare, fino al 29 giugno 1944: giorno della consegna delle armi agli alleati del 135º Fanteria, che da Monteverdi stava avanzando su Cecina. Tre i partigiani combattenti del 7º Distaccamento della 3ª Brigata Garibaldi, che operava fino alle valli di Canneto sotto il comando del dottor Luigi Ricci. Sono documentati i cecinesi Alessandro Favilli, di anni 26, ispettore di brigata dal 1 aprile 1944 al 31 maggio, e dal 1 giugno Capo servizio informazioni di brigata. Arnaldo Paroli, di 22anni , in azione dal 1 marzo, che compì un atto di sabotaggio ad un camion tedesco carico di munizioni presso S. Guido, il 15 aprile 1944, facendogli saltare il rimorchio).
Ed il bibbonese Giorgio Pecchia, di anni 20, in azione dal 1 marzo. Ancora, e fino al 7 luglio 1944, sono documentati il partigiano combattente di Rosignano Paolo Pannocchia, di 22 anni, dal 16 marzo al 31 marzo comandante del nucleo, e dal 1 aprile comandante di battaglia. Oltre ad alcuni partigiani del 6º distaccamentot - Gruppo Otello Gattoli di Guardistallo (3ª Brigata d’assalto Garibaldi), che operavano nella Bassa Val di Cecina sotto il comando di Virgilio Marchionneschi, quali: Bruno Camerini, di anni 23, in azione dal 1 aprile; e dal 12 aprile: Luigi Giorgi, di anni 21, Colombo Bianchi, Mario Ricoti, Rino Cappatelli, Umberto Bianchi. Peraltro, la documentazione consegnata dallo studioso, ha anche il pregio di suscitare degli approfondimenti per il 70esimo della Liberazione, poiché fa rilevare l'inchiesta dal 1945 - 1946, convalidata dal Comitato di Liberazione nazionale della sede di Cecina. Riguarda i residenti domiciliati in questo Comune dopo l’8 settembre 1943, in seguito all’occupazione tedesca: per cui, si dichiara che Tobia Loglisci non è stato iscritto al Partito Fascista Repubblicano, né ha prestato servizio nelle forze armate dell’ex esercito repubblichano. Così la convalida su informazione data dal Comando della Stazione dei Carabinieri di Cecina, che Gino Dei, di Riparbella, non si è presentato ai bandi di chiamata dell’esercito repubblichino, e nemmeno di aver collaborato con i nazifascisti. Documenti che permettono di fare ulteriore luce su pagine dolorose della guerra di Liberazione.
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