Sicurezza
MeDonoratico: «Nessun abuso nei lavori per il Paradù»
DONORATICO. «Non esistono lavori abusivi né per le fognature, né per gli impianti». L’amministratore delegato di MeDonoratico Riccardo Mariotti replica all’interrogazione della Sinistra per...
DONORATICO. «Non esistono lavori abusivi né per le fognature, né per gli impianti». L’amministratore delegato di MeDonoratico Riccardo Mariotti replica all’interrogazione della Sinistra per Castagneto, che giorni fa aveva fatto notare come nelle vecchie cartografie dell’ex Club Med non figurassero diverso chilometri di tubazioni. «Il fatto – spiega Mariotti – che l’ex Club Med (oggi rinominato Paradù) non utilizzasse tutti gli spazi e le piazzole dichiarate ed autorizzate dal bollettino della Regione Toscana del 1996 (si attestano 654 piazzole per una superficie di 359.960mq), non vuol dire che noi non possiamo usarli, per di più rispettando i criteri che oggi la legge impone ad ogni villaggio turistico». Mariotti minaccia azioni legali nei confronti delle persone che, a suo giudizio, hanno diffuso informazioni gravemente lesive della sua attività: «E in una situazione già difficile per investimenti e richiesta crediti – prosegue – Accuse prive di fondamento che arrivano in un momento molto delicato di quest’operazione».
Dal 1996 fino al 2011, data quest’ultima che coincide con l’adeguamento del Regolamento urbanistico, viene mantenuta per la struttura (in abbandono da 10 anni) la destinazione a villaggio turistico, e con la stessa metratura.
Le critiche del gruppo di minoranza riguardano anche le procedure seguite nel corso dei vari interventi edili. «Noi non bypassiamo niente a livello di concessioni urbanistiche – replica Mariotti – Abbiamo semplicemente chiesto la ristrutturazione. Ci sono normative (legge 42 sul turismo) che siamo obbligati a rispettare. L’utilizzo di tukul (le casette polinesiane caratteristiche dell’allora Club Med) oggi è vietato. Poi è chiaro che servono più bagni, impiantistica e adeguamenti alle nuove norme dell’antincendio e dell’Asl. Siamo controllati continuamente e non sono state rilevate irregolarità. Ci siamo attenuti scrupolosamente alle prescrizioni del Regolamento forestale, nel massimo rispetto dell’ambiente. Non parlo a vanvera, ci sono delle foto dimostrative. Infine, la Sinistra si appella al progetto “esemplare” proposto dal Club Med, per il rinnovamento, nel 2003. Peccato che quel piano prevedesse basamenti in cemento armato e dichiarasse numeri e misure falsi, tant’è che è in corso un contenzioso con la Fingen, che aveva acquistato la proprietà. La società francese viene accusata di aver venduto volumetrie inesistenti, raddoppiando i valori. Il Comune, infatti, non ha mai approvato il progetto. Fingen ha così richiesto un risarcimento milionario perché il Club Med aveva allegato metrature fantasma all’atto di vendita».
Divina Vitale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google