Il Tirreno

Ladri a casa di un ristoratore ma fuori li attende la polizia

Ladri a casa di un ristoratore ma fuori li attende la polizia

Gli agenti arrestano quattro persone sorprese nella villa di Montescudaio I due “basisti” sono residenti a Cecina e Rosignano, gli altri arrivano da Catania

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MONTESCUDAIO. Ladri arrestati durante un furto in villa a Montescudaio. Gli uomini della squadra mobile della questura di Livorno, in collaborazione con il commissariato di Cecina, hanno tratto in arresto quattro persone. Si tratta di Roberto Del Sorbo, 45 anni, residente a Cecina; di Francesco Castorina, 37 anni, residente a Rosignano; di Andrea Randazzo, 48 anni, residente a Catania; Giuseppe Agatino Barcellona, 48 anni, residente a Catania. I quattro sono stati sorpresi in flagranza di reato e dopo gli accertamenti di rito condotti al carcere delle Sughere. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Massimo Mannucci.

Il piano. L’idea della banda è semplice: approfittare dell’assenza dei padroni di casa nei giorni di Natale per entrare indisturbati nella villa e portare via oro, denaro e altri oggetti di valore. L’abitazione presa di mira è quella di un noto ristoratore di Bolgheri. Una bella proprietà, che si trova sopra le colline di Cecina, nel Comune di Montescudaio, in una zona piuttosto isolata e già in passato oggetto di furti. I quattro preparano il colpo con un certo anticipo: Randazzo viene da queste parti con un volo Catania-Pisa già ai primi di dicembre, probabilmente con lo scopo di eseguire un primo sopralluogo, assieme ai due complici residenti nella zona.

L’ora X. Randazzo e Barcellona arrivano Pisa il giorno prima in aereo dalla Sicilia, raggiungono i “basisti” Del Sorbo e Castorina, e a bordo di un furgone i quattro si dirigono verso la zona collinare per dare il via al piano.

Ma in quanto a tempismo non sono certo fortunati. Durante un servizio di pattugliamento in borghese, uomini della polizia notano un furgone sospetto all’uscita della Ss1 Aurelia di Cecina-Centro. Al volante riconoscono il Del Sorbo, personaggio già noto alle forze dell’ordine. Insieme a lui, ci sono altre tre persone. Il furgone si dirige verso una zona di campagna, dove si trovano ville e rustici di pregio.

L’intervento della polizia. Le pattuglie della squadra mobile e della sezione investigativa del commissariato di Cecina iniziano pertanto il pedinamento del mezzo, fino all’imbocco di una strada sterrata chiusa da una sbarra, che permette l’accesso a due ville. A questo punto i tre uomini che accompagno il Del Sordo scendono dal furgone e corrono velocemente nel bosco, mentre l’autista prosegue la marcia per qualche centinaio di metri.

Gli uomini della polizia intervengono: bloccano prima il palo, poi circondano l’abitazione. Nel frattempo i tre ladri, ignari di quanto sta avvenendo, scavalcano la recinzione della villa e, dopo aver divelto un vetro posto sopra la tettoia del porticato, entrano all’interno. Rimangono all’interno solo una manciata di minuti: il tempo sufficiente di prendere oggetti, soldi e monili di valore e buttarli dentro un sacco. «Fermi tutti: siete circondati, usciti con le mani in alto». Gli agenti, da fuori, ordinando ai tre di arrendersi. Ma i malviventi provano lo stesso a farla franca: escono da una finestra del primo piano e si dirigono verso il bosco. Ma le forze dell’ordine sono lì ad attenderli con le manette in mano. I quattro malviventi sono stati accompagnati presso il carcere “Le Sughere” di Livorno. Il Barcellona è indagato anche per porto abusivo di arma: in tasca, infatti, aveva un coltello a serramanico.

Gianni Parrini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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