Il Tirreno

Commissione d’inchiesta, “No” fra accuse e polemiche

di Andrea Rocchi
Commissione d’inchiesta, “No” fra accuse e polemiche

S’infiamma la seduta del consiglio. Di Lascio (Pd) vota con il centrodestra. Il sindaco gli toglie l’incarico: «Ha messo di nuovo dubbio il nostro operato»

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CECINA. Chi pensava che la vicenda del bando per la stagione musicale 2013 fosse ormai giunta al capolinea con l’invio, da parte del sindaco, dell’incartamento alla Procura della Repubblica, aveva sbagliato i conti. L’ultima seduta dell’anno del consiglio comunale con all’ordine del giorno la mozione per richiedere una commissione d’inchiesta sulla vicenda, promossa da Villani, Musotto, Gasperini, Marzini e Rindi, è finita infatti tra veleni e polemiche. E ha definitivamente sancito la rottura fra il consigliere comunale Pd Samuele di Lascio e il sindaco Benedetti. Col risultato che quest’ultimo non ha gradito l’intervento del primo («Ha di nuovo messo in dubbio la trasparenza dell’amministrazione», ci dirà più tardi Benedetti) e ha definitivamente deciso per ritirargli la “delega” alle politiche giovanili.

Di contro, Di Lascio, non ha risparmiato accuse al sindaco, parlando addirittura di “pesanti pressioni” sopportate nell’arco della vicenda. Poi, al momento del voto, ha dato il proprio sostegno alla mozione che chiedeva l’istituzione della commissione d’inchiesta, quella del centrodestra. Alla fine la commissione è stata bocciata (11 contrari, 8 favorevoli e un astenuto, il consigliere Stefanini del Pd), ma in aula c’è stato un acceso scontro fra maggioranza ed opposizione.

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