Il Tirreno

«Per fare il sindaco è meglio un giovane»

Castagneto, l’ex primo cittadino Querci traccia l’identikit del prossimo inquilino del palazzo comunale

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CASTAGNETO. «Il candidato sindaco? Non lo scegliamo su Facebook». Giancarlo Querci, ex primo cittadino di Castagneto, interviene sulle amminstrative e dice la sua sulle caratteristiche che dovrebbe avere il prossimo sindaco. «Le elezioni si avvicinano e a gennaio si conosceranno ufficialmente le mosse per le candidature a sindaco. Da quel che si avverte nell'aria vi sarà una corsa interna con le primarie del Pd e altre ipotesi di liste che nella loro pluralità non potranno che far bene al confronto democratico, se riusciranno davvero a coinvolgere i cittadini per raccogliere le loro aspettative e presentare un serio e fattibile progetto di governo».

Querci traccia un sommario identikit dal candidato ideale: «Grave e degenerativo – spiega – sarebbe che qualcuno pensasse a conquistare il ruolo di sindaco come punto d'arrivo, per sé, per la sua parte politica, perché solo considerandolo un punto di partenza per realizzare il progetto che si ha in testa, si potrà essere utili a coloro ai quali viene chiesto il mandato di amministrare. Credo che non ci potremo permettere di avere candidati che sono bravi solo a fare l'elenco dei problemi che ci sono, balbettando sulle soluzioni effettivamente praticabili per risolverli. Non credo facciano al caso figure che portano con sé solo l'esperienza, nemmeno quelle dove prevale l'ambizione e neppure c'è bisogno di supponenti rinnovatori in franchising che, anche quando portatori di buone ragioni, considerano tutti gli altri solo nemici da sopprimere. Saranno auspicabili persone competenti e corrette, con un programma essenziale, punteggiato da proposte precise e fattibili, sul quale chiedere consenso e condivisione, e sul quale potrà essere semplice esprimere un giudizio alla fine del mandato. Persone che sappiano individuare e adoperare gli strumenti adeguati, istituzionali, sociali, finanziari, perché le idee e i progetti camminino davvero, e abbiano il coraggio di non dire sì a tutto e a tutti e al contempo di non abbarbicarsi ai no pregiudiziali. Come pure uno stile nell'interpretare un ruolo che rappresenta tutti, con una base etica piuttosto forte, non sarà affatto trascurabile. Se giovani molto meglio».

L’ex sindaco lancia poi una critica al livello medio delle discussioni sui social media: «Certo – dice – se il dibattito dovesse somigliare a quello che spesso si osserva sui social network (non solo a livello locale) ci sarà da mettersi le mani nei capelli. È evidente che il quadro nel quale l'amministrazione si muove e muoverà è profondamente mutato rispetto al passato, aggravandosi la situazione economica e sociale in modo pesante. L'esempio che i partiti o i gruppi daranno circa i requisiti e il metodo con i quali gli aspiranti candidati saranno selezionati, la loro capacità d'ascolto e il modo nel quale si svilupperà il loro confronto, sarà la prima occasione per capire se potremo essere un minimo ottimisti sul superamento di questa dura, triste e lunga fase della vita politica e amministrativa».

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