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Il Pdl perde un altro pezzo Rindi se ne va e accusa

Il Pdl perde un altro pezzo Rindi se ne va e accusa

Il consigliere aderisce a Cecina Insieme con i giovani Marzini e Gasperini Frecciate a Barabino: «Opposizione blanda, il capogruppo non mi ha sostenuto»

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CECINA. Il Pdl perde pezzi. Anche Riccardo Rindi lascia il gruppo per confluire in Cecina Insieme con gli ex compagni di viaggio Marzini e Gasperini, già fuoriusciti da tempo. Con l’addio di Villani, oggi Fratelli d’Italia e di Musotto, quello che era il più compatto gruppo di minoranza nato dal brillante risultato elettorale delle ultime comunali centrato da Paolo Barabino, perde oggi forza e sostanza. Col capogruppo Barabino, infatti, restano Lucia Castellacci e Valentina Cecconi. E l’addio di Rindi non è certo indolore, visto che nella sua lettera aperta il consigliere non risparmia accuse al Pdl. «Ho deciso di aderire al gruppo consiliare "Cecina Insieme" formato dagli amici Dario Marzini e Lorenzo Gasperini, poiché questo gruppo rispecchia l'idea di opposizione che ho io: costruttiva ma forte e decisa, e non sempre alla ricerca del compromesso al ribasso con questa maggioranza che ha mal governato Cecina in questi anni».

Rindi ripercorre le battaglie che lo hanno visto allineato a Cecina Insieme: «Penso ad esempio alla mozione per la salvaguardia dell'ospedale o alla recente richiesta fatta di commissione straodinaria sul bando busicale firmata da me, e non dal gruppo Pdl. Anche la battaglia per mantenere l'uscita di "Cecina Centro" della nascente autostrada è stata portata avanti dal gruppo dal quale vengo con poco forza, è stato grazie alla mia azione e a quella di Marzini e Gasperini se in tutti gli atti approvati dal consiglio comunale è stata messa per iscritto l'esigenza e la volontà della città di mantenerla».

Accusa il Pdl di azione blanda: «Quando, ad esempio, proposi la commissione straordinaria sull'ospedale, il capogruppo non lottò affinché la presidenza toccasse all'opposizione.Per non parlare poi della battaglia per ottenere i lavori conseguenti agli oneri di urbanizzazione della costruzione di Palazzo Fiorito: il capogruppo Pdl si rifiutò più volte di firmare le interrogazioni presentate dall'opposizione. Anche quando intervenni sulla questione dello spostamento del mercato, il mio intervento non è stato adeguatamente rimarcato dal capogruppo.La mia, poi, non è l'uscita da un partito perché del Pdl non ho mai avuto la tessera». E continua: «Guardando a Cecina penso che ci siano delle questioni importanti per le quali voglio lottare e so di essere sostenuto da Cecina Insieme, penso al sostegno alle piccole e medie imprese del territorio, alla predisposizione di un piano per rilanciare il commercio nel centro cittadino, e alla promozione turistica. Sono contento di poter da oggi interpretare più adeguatamente le esigenze di chi mi ha votato aderendo ad una forza politica, Cecina Insieme, finalmente capace di una visione per il rilancio della città in cui mi riconosco».(a.r.)

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