Sicurezza
“Il fantasma” all’Ordigno, il teatro diventa emozione
Grande partecipazione allo spettacolo dell’associazione Haccompagnami La sorpresa dell’arrivo degli attori-zombie e il “mantra” della frase di Pasolini
VADA. Sabato scorso al teatro l’Ordigno di Vada l'associazione Haccompagnami ha portato in scena “Il fantasma” nell'ambito del progetto “Settembre pedagogico” del comune di Rosignano Marittimo.
Tra il pubblico dell'Ordigno c'erano anche il sindaco Alessandro Franchi, l'assessore Elena Ciaffone e Cristina Conforti dell'associazione Haccompagnami. Questo appuntamento è giunto alla sua quarta edizione ed è fortemente sostenuto dall'assessorato alle politiche sociali. La performance “Il fantasma” ha avuto un grande impatto emotivo sul pubblico dell'Ordigno, grazie anche alla regia di Lamberto Giannini e Cecilia Daniselli che sono riusciti a guidare gli attori disabili e non disabili in una dimensione di grande suggestione.
Il pubblico si è fatto coinvolgere dalla pièce ed è rimasto sorpreso dall'entrata degli “attori zombie” dalla platea che si sono relazionati in modo aggressivo con il pubblico. Successivamente gli attori sono saliti sul palco e hanno iniziato una serie di scene alternate tra danza e parole, comico e drammatico, mostrando una forte consapevolezza e padronanza scenica.
Uno dei momenti più struggenti è legato alla ripetizione della frase di Pasolini “L'indipendenza che è la mia forza implica la solitudine che è la mia debolezza”; la ripetizione ossessiva e intercalata di questa frase diventava come un mantra, una preghiera circolare potente.
Ogni attore sulla scena ha parlato delle proprie paure e dei propri fantasmi interiori e collettivi per poi esplodere in una danza piena di irruenza e concludere con una sorta di scultura fotografica con le note di sottofondo della canzone di Battiato “La cura”. L'intento dei registi Lamberto Giannini e Cecilia Daniselli è quello di raccontare la diversità utilizzando il linguaggio creativo e liberatorio del teatro prendendo come riferimento la compagnia teatrale di Livorno Mayor Von Frinzius che sta continuando la collaborazione con Haccompagnami.
Questo tipo di teatro mira a sottolineare ciò che è fuori dal comune come eccezionale, accogliendo la diversità come ricchezza inclusiva e oltrepassando, grazie alla libertà concessa dal linguaggio teatrale, la narrazione dell'handicap solo nei termini della compassione e dell'assistenzialismo. È un teatro che accoglie la vita, si risveglia dall'anestesia sociale e reclama il suo spazio di pensiero, azione e sofferenza, ponendo l'umanità al centro.
Silvia Trovato
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