Il Tirreno

Signor rettore, guardi quanto spreco

Elisa Pastore
Signor rettore, guardi quanto spreco

In alto mare la convenzione Comune-Università. Pia propone una visita all’edificio: «Il professor Augello non l’ha mai vista»

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CASTIGLIONCELLO. Ancora nulla di fatto. La convenzione scaduta ormai da un anno per l'utilizzo dei laboratori di villa Celestina come centro di Biologia marina dell'Università di Pisa, rimane in alto mare. Inutilizzati dallo scorso dicembre, i seminterrati di uno degli edifici simbolo di Castiglioncello restano chiusi, dimenticati. O meglio, di loro si ricordano i due co-gestori dell'edificio, ossia l'amministrazione comunale e l'Università di Pisa ma i tempi sembrano allungarsi ogni giorno che passa.

I laboratori rimangono inaccessibili con mucchi di microscopi abbandonati sui tavoli da lavoro coperti dai cappucci bianchi a ripararli dalla polvere. Nelle solite stanze, computer ammassati, un acquario vuoto e sporco, chiazze di umido e crepe sulle pareti. E pensare che per il restauro dell'intero immobile, inaugurato nel maggio del 2008, furono necessari 2 milioni e 590 mila euro. Un restauro che allora fu presentato in pompa magna, grazie soprattutto allo “sbarco” dell'ateneo pisano sulla costa. Oggi, dell'entusiasmo di allora rimane solo l'amaro in bocca. «Dal momento che non l'ha mai vista di persona – ha detto l'assessore Margherita Pia – abbiamo chiesto che il rettore dell'Università di Pisa venga a Villa Celestina per visionarla e verificare le tipologie di attività e le possibilità reali di utilizzo completo, continuativo e totale degli spazi». A oltre tre anni dall'insediamento del centro di Biologia marina dell'Università, e ad uno dalla scadenza della convenzione infatti, il rettore non conosce la sede se non sulla carta.

Se dall'Università preferiscono non intervenire sull'argomento fino a decisioni concrete, l'assessore Margherita Pia che ha proposto il 27 dicembre come data utile per la visita, dichiara che «al momento non esiste ancora niente di sicuro sul futuro di Villa Celestina, certo è che sono conclusi i tempi d'oro delle Università e delle loro sedi distaccate». «La situazione economica generale – si leggeva infatti in una nota dell'amministrazione in seguito al primo incontro con l'Università del 5 dicembre – è mutata rispetto al momento in cui il rapporto fu instaurato nel 2008». La paura è che, con l’eventuale decisione di no rinnovare la convenzione da parte dell’ateneo, vanado di fatto sprecati i quasi 3 milioni di euro investiti per la riqualificazione della struttura. La villa avrebbe dovuto ospitare un centro universitario che nel concreto non è mai realmente partito. Ora villa Celestina sembra più il regno degli sprechi.

 

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