La manifestazione
Crac delle discoteche Ecco le prime condanne
Emilio Muzzi ha patteggiato 2 anni, mentre Antonino Samperi è stato condannato in abbreviato a 2 anni e 4 mesi. Assolto Alessio Tabani
LIVORNO. L’ultimo inghippo della prima tranche del processo per il crac della movida, è stato quello di riconteggiare in fretta e furia la pena con la quale Emilio Muzzi, 67 anni, è arrivato a patteggiare 2 anni di reclusione.
Muzzi, in qualità di socio e legale rappresentate della Metropolis spa, proprietaria dell’omonimo locale nel centro di Cecina dichiarata fallita il 7 ottobre 2009, era accusato di bancarotta fraudolenta.
Secondo il pubblico ministero Massimo Mannucci, in concorso con la figlia Linda e gli organizzatori storici delle serate lungo la costa come Cesare Burgalassi, Marco Vallini e Marcello Gucci, «con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto e di recare pregiudizio ai creditori» hanno fatto sparire i libri contabili per rendere impossibile la ricostruzione della contabilità. Mentre la cifra che sarebbe stata distratta - secondo gli investigatori - supererebbe i 300mila euro.
Al centro dell’inchiesta della guardia di finanza, oltre alla società Metropolis, sono finiti i conti di altre due discoteche storiche della costa livornese come “La Barcaccina” e “L’Astragalo”.
Proprio per quello che riguarda la gestione delle società collegate ai due locali è stato condannato con rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi Attilio Antonino Samperi, 56 anni, che secondo l’accusa avrebbe fatto da prestanome, come si legge nel capo d’imputazione.
Con la complicità di Maria e Cesare Burgalassi , Valentina e Marco Vallini e Marcello Gucci avrebbero reso impossibile ricostruire la contabilità della società Consart Fashion club srl (già La Barcaccina Fasshion club) «nonché distratto il patrimonio della srl (dichiarata fallita il 21 luglio 2010)».
La ricostruzione della Procura che riguarda il presunto sistema fraudolento è fatto di scatole cinesi collegate una all’altra. All’interno, ad esempio, c’è la società Astragalo srl, con sede ad Agliana, le quote sociali della Turvada srl le cui quote erano intestate a Samperi e proprietaria di diverse quote della società falitta. Come sono stati fatti sparire oltre 700mila euro lo spiegano gli inquirenti. «Attraverso più versamenti sui conti correnti bancari personali di Maria Burgalassi, Anita Gucci e Valentina Vallini». Il sistema movida descritto dagli inquirenti racconta che gli incassi delle feste, come compleanni e matrimoni, siano finiti nelle tasche dei parenti dei gestori.
Oltre alle due condanne, c’è da registrare anche una assoluzione nell’udienza di ieri davanti al giudice Giovanni Zucconi. Alessio Tabani, 34 anni, difeso dall’avvocato Rolando Rossi, è stato infatti assolto. Il trentaquatrenne che aveva chiesto l’abbreviato era accusato di bancarotta in qualità di legale rappresentante della Metropolis spa dal 16 al 15 maggio 2009.
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