Sicurezza
Allarme dei sindaci «Il patto di stabilità strangola i servizi»
Incontro con Pittella, vicepresidente del parlamento Europeo che critica Maastricht: «I primi cittadini sono “quasi eroi”»
ROSIGNANO. I sindaci della bassa val di Cecina strangolati dal patto di stabilità. Una situazione non più sostenibile che mette a rischio servizi sul territorio. Anche quelli consolidati. A dirlo a chiare lettere in una conferenza stampa alla presenza dell’onorevole Gianni Pittella vice presidente del Parlamento Europeo, i sindaci Alessandro Franchi di Rosignano, Stefano Benedetti di Cecina, Fiorella Marini di Bibbona e l’assessore al bilancio del Comune di Castagneto Eleonora Lucchesi.
Una situazione che Pittella ha definito «drammatica» per tutti i comuni italiani, tanto da definire i sindaci «quasi eroi» perché «hanno la responsabilità della loro funzione ma non hanno più l’agibilità di dare risposte ai cittadini che proprio i sindaci interpellano per primi». Da qui la proposta di Pittella «di modificare il patto di stabilità Europeo e di togliere dal patto le spese per gli investimenti». Un patto di stabilità «disastroso anche per la tenuta sociale, che provoca disoccupazione e non fa ripartire i consumi». I sindaci della bassa val di Cecina compatti per chiedere al Governo un allentamento del patto di stabilità ma anche critici «perché i comuni hanno fatto la loro parte ma, nonostante questo, il debito pubblico aumenta» arrivando, come ha ricordato Pittella, a oltre due mila miliardi di euro. Da qui la critica di Pittella al patto di Maastricht che l’Italia ha sottoscritto che prevede che il rapporto tra debito pubblico e pil non superi il 60%. «L’Italia è al 130% del Pil. Per questo è necessario modificare il patto di stabilità Europeo». La difficoltà maggiore «è quella - ha detto Franchi - di far capire ai cittadini che pur avendo fondi a disposizione, 20 milioni di euro nel comune di Rosignano, non possiamo investirli neppure in piccoli lavori arrivando all’assurdo che pur avendo le risorse non possiamo neppure intervenire per tappare le buche sulle strade».
Ma a rischio ci sono pure i servizi essenziali: «dal 2013 siamo rientrati nel Patto di Stabilità – ha detto Fiorella Marini – il nostro piccolo comune ha 700mila euro fermi ma ho corso il rischio di dover chiudere l’asilo nido che ho inaugurato quattro anni fa , non ho potuto assumere personale a tempo determinato e sono stata costretta a dare in gestione i servizi spendendo molto di più di quanto accadeva quando venivano gestiti direttamente dal Comune. La tassa di soggiorno che doveva servire per creare più servizi, alla fine è stata necessaria per mantenere quelli già esistenti». Stessa situazione per il comune di Cecina: «abbiamo chiuso il 2012 con un avanzo di amministrazione di sei milioni e 200 mila euro ha detto Benedetti - potremo arrivare fino a 10mila euro di risorse spendibili da immettere sul mercato. Una cifra che potrebbe creare lavoro, aiutare le imprese, eppure facciamo fatica ad intervenire sulle scuole, sul teatro, fatichiamo a mantenere aperti gli impianti sportivi». L’assessore al bilancio Lucchesi si è soffermata sull’impossibilità di programmare il futuro «siamo stati costretti a fare delle scelte tra garantire i servizi o fare altro; quest’anno abbiamo attuato interventi importanti sull’edilizia scolastica magari sottraendo risorse al turismo. Ma non è giusto».
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