Sicurezza
La littorina è puntuale ma sopra sono solo in 10
Il regionale 6946 ripristinato da Rossi ha un pregio: arriva in perfetto orario Per il resto, gli utenti sono pochi e nelle stazioni intermedie non sale nessuno
CECINA. Una prima considerazione: il regionale 6946 può essere annoverato tra le mosche bianche nell’universo Trenitalia. Ieri, è arrivato in stazione con tre minuti di anticipo. Si dirà: vita facile, del resto percorre una tratta che tra partenza e capolinea conta tante fermate quante sono le dita di una mano. Solo cinque: Cecina, Riparbella, Casino di Terra, Ponteginori e Saline. Al di là dei numeri il 6946 è la littorina Cecina-Saline di Volterra, un convoglio storico inaugurato alla metà dell’800 che si muove a gasolio perché la linea non è elettrificata e caduto in disgrazia insieme ad altre linee minori. La tratta è stata resuscitata da due giorni grazie all’intervento della Regione Toscana. A Firenze sperano di rilanciarla come linea turistica e per i pendolari. Per ora raccoglie una decina passeggeri a corsa.
I passeggeri. Dimensione familiare: due convogli, un bagnetto (abbastanza pulito), il controllore che oblitera e vende i biglietti a bordo casomai non si trovassero nelle stazioni, la campagna che scorre dal finestrino, le stazioni diroccate. La littorina delle 13.15 parte in perfetto orario da Cecina. A bordo ci sono gli studenti delle superiori, dieci al massimo. Sono adolescenti che dai paesi interni si sono iscritti in un istituto superiore cecinese e poi hanno dovuto fare i conti con i disagi del trasporto pubblico. Primo dato: nelle stazioni intermedie non si muove foglia. Tra Riparbella, Casino di Terra e Ponteginori non sale nessuno. Le fermate sono deserte e l’unica pennellata di nuovo è rappresentata dalle macchinette obliteratrici installate in fretta e furia. A Riparbella, però, è stato piazzato anche un albero di Natale che fa molta atmosfera.
L’arrivo. Un orologio svizzero: la littorina si ferma a Saline all’orario stabilito, alle 13.51. Tutti e dieci i pendolari scendono e ne sale un’altra decina. Aspettiamo gli otto minuti previsti prima della ripartenza e ne approfittiamo per una passeggiata. Fuori dalla stazione di Saline ci sono ancora gli striscioni di protesta contro il governatore Enrico Rossi che sabato ha inaugurato tratta. Notiamo che all’esterno non ci sono ancora gli orari delle corse, mentre al binario sono state piazzate. C’è anche una piccola sala d’aspetto con delle sedie nuove.
Il ritorno. Fischia il capotreno e saliamo. Ne approfittiamo per scambiare due parole con i passeggeri. A bordo troviamo cinque ragazzine di 14 anni. «Andiamo a Cecina per lo shopping natalizio – ci dicono – ed è la prima volta che saliamo sulla littorina. Il treno è carino, per ora non ci sono critiche e poi è pulito». Sembrano più felici i pendolari. «Il servizio sostitutivo con gli autobus – dice Oriana Pietralli di Ponteginori – era un disastro. A parte gli scossoni, quando si accumulava un minimo di ritardo era matematico perdere la coincidenza con i treni della litorale tirrenica. La littorina almeno arriva dritta in stazione».
Per la prima volta nella sua vita, Niccolò Ranieri ha scelto il treno per andare a scuola. «Vivo a Castelnuovo Val di Cecina – dice – e frequento l’ultimo anno di superiori. La littorina sembra un servizio utile e pulito. Costa quanto l’autobus ma arriva prima». Anzi, in anticipo. Infatti, i freni dei convogli fischiano sui binari di Cecina alle 14.3 con tre minuti d’anticipo.
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