Il Tirreno

Il “caso colline” in Regione

Il comitato per le frazioni scrive al governatore Rossi

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CASTELNUOVO. «Ci siamo anche noi e intendiamo avvalerci di questa facoltà democratica». Il comitato Cgn per la salvaguardia delle frazioni collinari non ci sta ad essere additato dall’altro comitato che nei mesi scorsi si è formato sui colli rosignanesi, il Cssto (che di fatto è contrario all’avvio di una nuova cava estrattiva di argilla).

«Non possiamo essere contro di loro - spiega il comitato Cgn - altrimenti significherebbe che siamo, come loro, nati per un solo scopo specifico, mentre non è così, noi siamo convinti che la fornace Donati, essendo una società storica del territorio e che da lavoro a decine di persone è strategica allo scopo, come altre attività, altrettanto importanti. Questo abbiamo detto agli 841 firmatari del nostro appello». Questa la risposta alle polemiche che nei giorni scorsi il comitato contro la cava aveva sollevato riguardo alla petizione del gruppo in difesa delle frazioni. «Se non fosse ancora chiaro - scrive il comitato Cgn - il collegamento tra il riportare e mantenere servizi fondamentali nei paesi collinari con il lavoro in senso lato e non restringerlo solo a poche attività che qualcuno pensa siano la panacea di tutti i mali, significa che, innanzi tutto chi scrive non conosce a sufficienza la situazione dei paesi collinari e che abbiamo fatto bene a far nascere il comitato Cgn perché non ci potevano essere punti di contatto fondamentali con il Cssto». Il gruppo Cgn dice di rivolgersi principalmente alla maggioranza che amministra il territorio comunale, provinciale e regionale, ecco perché «invieremo queste poche righe anche al sindaco di Rosignano, al presidente della Provincia e al presidente della Regione Toscana».

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