Sicurezza
L’assessore Mansani attacca Ldc ma resta dentro il laboratorio
«Ingiusto l’attacco al sindaco, non ne sapevo nulla» Ancora acque agitate nei renziani, la giunta si ribella
CECINA. Siamo a tre. Un altro assessore prende le distanze e punta il dito verso il documento diramato dal Laboratorio democratico cecinese. Dopo Antonio Garigali e Giamila Carli anche Monica Mansani decide di dissociarsi pubblicamente dal comunicato di Ldc in cui si invitava il sindaco Stefano Benedetti a non ricandidarsi e non si lesinavano critiche alla sua squadra di governo.
A questo punto le tiratine di orecchie a Ldc non si contano più visto che poco più di 24 ore fa non si erano peritati sia "i cugini" di Cecina Adesso che i nuovi compagni di partito della segreteria comunale a strigliare i membri del movimento. «Nessuno mi aveva avvisata sui contenuti di questo comunicato – dice Mansani – appena l’ho letto sono rimasta molto sorpresa. Credo che sia veramente ingiusto e offensivo nei confronti del sindaco e me ne dissocio. Quel testo non mi rappresenta e anche se comprendo che qualcuno si possa essere entusiasmato dal risultato di Renzi credo che sia ingiusto cercare di delegittimare a priori chi lo ha preceduto». Eletta in quota Psi e poi arrivata all’assessorato al bilancio grazie alla delega concessa da Benedetti, Monica Mansani aveva aderito a Ldc diversi mesi fa proprio come Garigali.
«Sia io che il vicesindaco – dice – siamo stati presi alla sprovvista perché non siamo membri di nessun organismo direttivo all’interno di Ldc e di questo comunicato non ci ha avvertiti nessuno». Ma se Garigali aveva deciso di chiudere definitivamente con il Laboratorio democratico (pur restando renziano), Monica Mansani si augura «di poter continuare a collaborare con il gruppo pur non condividendo il documento dei giorni scorsi». Dice che comunque resta socialista e che aveva aderito ad Ldc "stimolata dal confronto e in accordo con diversi propositi della politica di Renzi" C’era andata ben più pesante Giamila Carli. L’assessore all’urbanistica aveva definito «vergognoso l’attacco alla persona del sindaco» e avvertito: «Sono un assessore di Benedetti, l’unico che mi può mandare a casa è lui». Si era detta perfino pronta a lasciare l’assemblea comunale.
«Ci dica Benedetti - così si leggeva nel testo di Ldc - cosa voglia fare. Noi lo invitiamo a non ricandidarsi, insieme al resto dei membri della sua giunta perché, al di là di alcuni distinguo e delle buone cose fatte, per le quali lo ringraziamo, è opinione diffusa che non sia stato all'altezza della situazione. Cecina può e deve avere di meglio». Non è la prima volta che gli esponenti renziani attaccano apertamente l’amministrazione. Mesi fa, a ridosso delle primarie poi vinte da Bersani, Antonio Garigali (al tempo già passato tra i sostenitori del sindaco fiorentino) aveva disertato una serata organizzata dal movimento “Cecina Adesso” perché in disaccordo, in qualità di assessore, con un video in cui scorrevano tutte le incompiute della città. Il filmato fu mostrato ai partecipanti al cinema Tirreno e Garigali non si presentò.
Rino Bucci
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