Il Tirreno

Tiro incrociato su Ldc «Entrate nel Pd ma fatelo con umiltà»

La segreteria comunale difende Benedetti: ha lavorato bene Cecina Adesso: noi sempre vicini a Matteo, voi dove eravate?

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CECINA. La presa di posizione del Laboratorio democratico cecinese, l’associazione renziana che fino a poco fa si poneva all’esterno del Pd e che ora, dopo le primarie, intende aderire al partito chiedendo che alle prossime amministrative non si ricandidino il sindaco Stefano Benedetti né la sua giunta, ha suscitato vivaci reazioni. Se il vice-sindaco Garigali ha dichiarato di voler abbandonare per protesta l’associazione, l’assessore Giamila Carli ha ipotizzato una sua fuoriuscita da tutto. E oggi replicano sia la segreteria comunale del Pd che i renziani di “Cecina Adesso”.

A difesa del sindaco e della giunta. La segreteria del Pd inizia rivendicando il successo organizzativo delle primarie dell’8 dicembre. «Nei prossimi mesi il partito si aprirà alla partecipazione mediante il coinvolgimento di tutti coloro che, riconoscendosi negli ideali del centrosinistra, accettino le regole del normale confronto democratico», si sottolinea nel comunicato. Nessun riferimento diretto a Ldc, ma la riaffermazione di un principio già validato: «In questo spirito il Pd invita chinque si senta vicino a noi a venire a conoscerci, mantenendo le porte tramite il tesseramento». E dunque «siamo felici quando formazioni di centrosinistra chiedono di entrare, collaborare e sostenere le nostre attività mirate al raggiungimento degli obiettivi di quello che è il nostro credo politico». E qui c’è un affondo, un riferimento indiretto ai giudizi affilati del Laboratorio: «Questo ingresso deve avvenire in maniera intellettualmente onesta, rispettosa delle regole e con l’umiltà che contraddistingue tutti noi che interpretiamo il nostro ruolo come spirito di servizio e senza alcuna presunzione». Poi la difesa del sindaco: «Nei mesi a venire ci impegneremo a mettere in risalto il buon lavoro del sindaco e della giunta che in questi anni difficili hanno retto la barra del timone in un contesto complesso e che godono della nostra fiducia al di là degli attacchi ingiustificati che possano venire da gruppi di cittadini». I prossimi rappresentanti saranno scelti attraverso le primarie: «Dimostreremo i buoni risultati raggiunti dall’amministrazione comunale, indispensabili per chiedere di nuovo ai cittadini di rinnovarci il consenso alle prossime elezioni per la guida della città».

Voi stavate alla finestra. Più diretti gli altri renziani cecinesi, riuniti sotto la denominazione di “Cecina Adesso”. Ebbene, riferendosi a Ldc, ricordano come loro di Cecina Adesso abbiano seguito la linea renziana con continuità nel tempo. Anche dopo la sconfitta nelle primarie 2012, hanno continuato a lavorare nel Pd «senza dimenticare che Renzi è un dirigente del Pd». Nel tempo si sono impegnati per presentare il candidato Alessio Quintavalle alla segreteria territoriale ed altri alla direzione nazionale «tra cui Luigi Valori eletto assieme ad altri giovani alla prima esperienza politica di rilievo». E dunque «ai colleghi e agli amici che ora proclamano la vittoria di Renzi assumendosene a Cecina il merito, diciamo di condividere la loro gioia, ma che per un anno loro sono stati alla finestra ad attendere il corso degli eventi. Solo dopo la vittoria hanno deciso di entrare, mentre quando Matteo fu sconfitto loro si ritirarono a fare gli attendisti e comunque rifiutarono di entrare nel Pd». Tanto per essere espliciti: «Noi di Cecina Adesso abbiamo avuto coraggio e seguito sempre Renzi. Ma loro, quelli del Laboratorio democratico, dov’erano? Ora vogliono entrare, prendere la tessera del Pd. A noi fa piacere, ma gli diciamo di comportarsi con umiltà e comportarsi come abbiamo fatto noi e lo stesso Renzi». Ovvero: «Battaglia delle idee e sulle posizioni che possono unire o dividere, ma sempre con rispetto di tutti. E poi rispetto di tutti gli iscritti e delle sensibilità: Renzi è il segretario del partito, fatto di gente perbene alla quale non è corretto attribuire le colpe della politica. Altrimenti sarebbe come rinnegare l’appartenenza politica dello stesso Matteo. Ciò vale sia a livello nazionale che locale».

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di Redazione web