Il Tirreno

Gli esplode il fucile in mano, cacciatore ferito

Gli esplode il fucile in mano, cacciatore ferito

Stava cominciando una battuta al cinghiale alla Sassa, problemi a due dita. Ricoverato a Cisanello

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ROSIGNANO. Il fucile gli è esploso tra le mani e la detonazione gli ha causato seri danni a una mano.

Paolo Cappellini, che ha 47 anni è di Rosignano e lavora allo stabilimento Solvay, ieri mattina era insieme ad amici nei boschi della Sassa (nel territorio di Montecatini Val di Cecina) per una battuta di caccia al cinghiale.

Cappellini, originario del sassetano, stando a quanto hanno accertato i carabinieri di Ponteginori e della compagnia di Volterra che sono intervenuti per gli accertamenti, aveva con sé un fucile a salve dato che il suo compito era quello dello “scaccione”, come si dice in gergo (ossia doveva occuparsi della gestione dei cani e avviare la battuta, grazie appunto al fucile a salve).

Proprio nello svolgere questa attività, l’uomo ha esploso un colpo, sembra nel momento in cui il fucile a salve era rivolto verso il basso.

La canna dell’arma è esplosa, straziando una mano del cacciatore.

Ovvio l’intervento degli amici che con Cappellini stavano cacciando nei boschi della Sassa, che hanno contattato il 118 di Pisa. Nei boschi è arrivata la Misericordia di Saline di Volterra, la pubblica assistenza di Volterra, che hanno accertato le condizioni critiche del ferito, che aveva due dita quasi completamente distrutte a causa della detonazione.

Cappellini è stato trasportato con un’ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello dove è stato ricoverato.

Alla Sassa sono intervenuti anche i carabinieri che hanno ricostruito le fasi precedenti all’incidente di caccia. Si è trattato di verifiche di rito, dato che è emerso che si sarebbe trattato di un incidente che non implica alcuna responsabilità.

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