Attenzione
Turbogas, rischio boom dei prezzi del vapore
Nel 2017 scade il Cip 6 di Rosen, la centrale che garantisce calore alla fabbrica Papavero: «I costi fino a 2-3 volte di più». Il rigassificatore? «Un’opportunità»
ROSIGNANO. Il costo dell’energia, Solvay lo ripete come un mantra ormai da anni, è uno dei problemi che l’azienda lamenta. Ora: a Rosignano ci sono due centrali turbogas che producono energia. I cittadini, in compenso, non hanno avuto nessuno sconto in bolletta per questo (si era parlato di agevolazioni per residenti ed imprese).
La domanda è: perché Solvay si lamenta se l’energia l’ha praticamente in casa, anche se sotto il gruppo Gdf Suez? La prima centrale è una turbogas di tipo cogenerativo con una potenza elettrica di 356 Mw ed una potenza di 897 Mw termici. La centrale, che fornisce calore al processo produttivo dellostabilimento Solvay, è stata realizzata con il contributo pubblico Cip 6/92. Tra il 2006 ed il 2007 è stato avviato il funzionamento a regime della centrale Roselectra (cosiddetta turbogas 2) a ciclo combinata della potenza pari a 385 Mw. La centrale cede calore in teleriscaldamento, per un potenza di circa 8 Mw termici, ad alcune utenze pubbliche. «Il problema - spiega l’ingegner Papavero - è che oggi il prezzo del vapore è molto buono ma nel 2017, quando finiranno gli sconti garantiti dal Cip 6, che scade, il prezzo salirà due o tre volte di più». E lo stabilimento di Rosignano è un divoratore di vapore (410 tonnellate di vapore ogni ora).
Anche la seconda turbogas sta affrontando una situazione strettamente connessa con il mercato dell’energia. C’è stata una crisi della domanda e Roselectra ne ha risentito. Ecco perché, non si esclude che sulle turbogas venga poi fatta una riflessione sul futuro e sulla produzione. E magari si pensi ad un’unica centrale. Natualmente decide Gdf.
Il rigassificatore? «Resta un’opportunità», dice il direttore. «Noi non abbiamo mai interrotto i contatti con Edison».
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