Sicurezza
«Siamo puliti, nessun limite dalla Procura»
Scarichi a mare: «La Finanza ha fatto 70 visite e 120 campionamenti, solo una volta sforati 3 valori»
ROSIGNANO. «In Procura non c’è alcun atto che ci impone un piano di investimenti entro un determinato periodo. La Procura sa che abbiamo un piano di finanziamenti e che verrà eseguito». Sulla vicenda degli scarichi a mare i vertici Solvay si dicono tranquilli. E spiegano il percorso dell’inchiesta durata quattro anni che alla fine ha visto l’azienda patteggiare. «Si è trattato di un accordo sulla pena - ripete Davide Papavero - che non implica ammissione di colpa». Semplicemente Solvay, dato l’accordo con il giudice che prevedeva una sanzione pecuniaria di circa 58mila euro, invece di affrontare un lungo iter giudiziario che non sarebbe stato assolutamente giustificato dalla portata dell’evento. «Sarebbe stato davvero inutile - ripete il direttore dello stabilimento - fare un lungo percorso per poi arrivare a dover pagare 58mila euro».
«L’indagine della Guardia di finanza - spiega Papavero - è partita nel 2009 andando avanti per quattro anni. La Finanza ha indagato su tutto, da allora lo stabilimento ha ricevuto 70 visite, sono stati redatti 120 verbali e fatte centinaia di campionamenti a sorpresa». Tutte verifiche dalle quali non è emerso niente di strano. «Semplicemente - spiega il numero uno dello stabilimento rosignanese - durante uno dei 70 campionamento furono trovati tre valori oltre il limite».
Papavero fa notare come la Guardia di finanza abbia verificato anche la gestione dei rifiuti e l’intero sistema di scarichi a mare, «senza avere niente da eccepire». Non solo, le Fiamme gialle «hanno anche visionato il nostro progetto di investimenti dal 2009 al 2015, verificando che procedessimo con il piano».
Come spiegano i vertici di via Piave, Solavy abitualmente investe tra 2 e 2,5 milioni all’anno per ambiente e sicurezza. «Quindi i sette milioni a cui fanno riferimento i documenti della Procura altro non sono che la somma dei vari investimenti portati avanti negli anni». Investimenti che Solvay ha intenzione di portare avanti anche nel futuro.
Quanto alle concessioni sugli scarichi a mare, Solvay spiega senza mezzi termini di non aver raggiunto il limite delle 60mila tonnellate di scarichi all’anno. Un limite impossibile da rispettare. «Ora c’è da decidere cosa fare - dice Papavero - o alzare i limiti o effettuare analisi più dettagliate». Quello che i vertici aziendali fanno notare è che «negli altri paesi i limiti sono molto più laschi. Nel 2007 la Comunità Europea ha stabilito le Bat (best available tecnology) che stabiliscono la possibilità scaricare di 200 kg di solidi per ogni tonnellata di scarichi a mare». Ecco, Solvay sarebbe assolutamente in linea con questi parametri, «che però sono stati recepiti da tutti gli Stati europei, ma non dall’Italia». Evidente che Solvay preme per ottenere un riconoscimento nazionale delle Bat, così da essere in linea con i nuovi parametri.
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