Il Tirreno

«Siamo ancora a corto di salamoia»

E’ innegabile che, oltre a quella sull’acqua, un’altra partita cruciale per la multinazionale è quella del sale. Solvay ha bisogno di sale perché la salamoia è parte integrante del processo della...

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E’ innegabile che, oltre a quella sull’acqua, un’altra partita cruciale per la multinazionale è quella del sale. Solvay ha bisogno di sale perché la salamoia è parte integrante del processo della sodiera. Per questo trivella le cave dell’alta Val di Cecina. Per trivellare ci vogliono le autorizzazioni, le concessioni minerarie. Alcune sono state bloccate, dopo una contesa con gli ambientalisti finita a colpi di carte bollate e con ricorsi al Tar. Ma anche i rapporti con la popolazione dell’alta Val di Cecina e le istituzioni, non solo quelli con gli ambientalisti, sono stati, soprattutto negli ultimi anni, molto tesi. La gente dice stop alle trivelle. Ora Solvay ha ripreso ad estrarre salgemma. «Ma per sciogliere il sale - ricorda Solvay - ci vogliono dai 18 mesi ai 3 anni». E così per preparare l’area di nuova coltivazione. L’azienda starebbe dunque ancora risentendo dello stop alle trivellazioni degli anni 2009-2011.

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