Il Tirreno

I renziani di Ldc invitano Benedetti a non ricandidarsi

I renziani di Ldc invitano Benedetti a non ricandidarsi

«È opinione diffusa che la giunta non sia stata all’altezza» Duro giudizio su Samuele Lippi: è solo il vecchio che avanza

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CECINA. La scelta è netta: i renziani del Laboratorio democratico entrano nel Pd e lo fanno «per cambiare davvero». In un loro comunicato quelli di Ldc rompono gli indugi e forti del risultato di Matteo Renzi che «segna l'inizio di una nuova era politica» e certi di essere tra i «protagonisti di questa rinascita» decidono di iscriversi nel Partito democratico. Ammettono che è stata dura: «Abbiamo rimandato più volte la decisione - così nella loro nota - di entrare nel locale Pd, frenati dai segnali di autoconservazione, autoreferenzialità e chiusura». Addirittura affermano di aver assistito «agli ultimi colpi di coda di un animale ferito a morte, incalzandolo con critiche costruttive e sempre a viso aperto».

Ma ora il dado è tratto. E dopo la considerazione che il «vecchio Pd è superato», che in buona sostanza vorrebbe dire «cambio di sistema», la nota di Ldc entra nel merito della situazione locale sul piano dei prossimi impegni nella campagna amministrativa. «Ci dica Benedetti - così si rivolgono al sindaco - cosa vuol fare. Noi lo invitiamo a non ricandidarsi, insieme al resto dei membri della sua Giunta perché, al di là di alcuni distinguo e delle buone cose fatte, per le quali lo ringraziamo, è opinione diffusa che non sia stato all'altezza della situazione. Cecina può e deve avere di meglio». Dunque una richiesta molto perentoria a cui fa seguito un invito reciso al segretario dell'unione comunale, Benedetto Roventini, a cui chiedono "coraggio". «Chiediamo - puntualizzano con linguaggio sportivo - di giocare all'attacco perché volente o nolente, rappresenta l'eredità del vecchio Pd: quella del segretario provinciale Samuele Lippi, quella del caso Ghezzani e della chiusura al comitato Renzi». E poiché per Ldc fra base elettorale e dirigenza del partito vi sarebbe «un abisso ideologico» (il plebiscito di domenica ne è l'ennesima dimostrazione) questa differenza «dev'essere portata allo scoperto dando la possibilità ai cittadini di centro-sinistra di scegliersi i propri leaders».

Da queste considerazioni la ferma domanda di «primarie libere ed aperte per le amministrative 2014, dove tutti gli elettori di centro-sinistra potranno esprimere la propria preferenza». A questa domanda si aggiunge un appello rivolto ai militanti del partito. «Chiediamo di continuare ad investire energie, le proprie competenze personali e professionali per elaborare progetti ambiziosi per la nostra città». Poi si opererà per la realizzazione di tali progetti «per cercare l'eccellenza e per essere strumenti indispensabili ai rappresentanti che saranno eletti». Una candidatura ad un ruolo progettuale anche su piano tecnico. «Vogliamo essere ambiziosi ed il partito deve essere la base di risorse a disposizione della comunità». Infine un invito ai cecinesi tutti: «Chiediamo di venire a darci una mano. A tutti gli elettori che hanno votato per Matteo, come per Gianni o Pippo, di condividere la nostra visione: tesseratevi con noi oggi per spalancare ancor più i battenti dei circoli verso il cambiamento».

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