Il Tirreno

Acqua, porte chiuse al dissalatore

Acqua, porte chiuse al dissalatore

La partita dell’acqua è aperta. Gli ambientalisti denunciano prelievi massicci che sottopongono a stress le falde ed il fiume Cecina. Solvay replica dicendo che il consumo di acqua, negli ultimi 5...

1 MINUTI DI LETTURA





La partita dell’acqua è aperta. Gli ambientalisti denunciano prelievi massicci che sottopongono a stress le falde ed il fiume Cecina. Solvay replica dicendo che il consumo di acqua, negli ultimi 5 anni, si è ridotto del 20%. Prima lo stabilimento ne consumava 11 milioni di mc, oggi siamo a 9. «Lo stabilimento di Rosignano - spiega il direttore - consuma essenzialmente, per il 90% acqua di mare, il restante è acqua dolce. Attraverso l’impianto Aretusa abbiamo ulteriormente abbassato il prelievo di acqua di falda da 5,3 a 1,3 milioni». «Ma non possiamo ridurre a zero - aggiunge Papavero - il consumo di acqua». Dissalatore? No, non conviene, dice Solvay. «I dissalatori si fanno laddove non c’è acqua e l’energia costa poco». A Rosignano un dissalatore non sarebbe “economicamente sostenibile” («un metro cubo di acqua dolce lo pagheremmo 9 volte di più di quello che costa oggi). C’è poi un peso ambientale, dice Solvay, legato comunque allo “scarico di solidi”. Quanto al fiume Cecina l’azienda dice: «Porta 130 milioni di mc l’anno, noi ne consumiamo 9»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web