Sicurezza
Stagione musicale, atti verso la procura «È per trasparenza»
L’annuncio dato dal sindaco: «Lo feci già per i telefonini» In commissione acceso scontro verbale con Villani
Il sindaco Stefano Benedetti spedirà in procura le carte del bando musicale estivo. È stato lui stesso a dare l’annuncio ieri mattina, durante la riunione della terza commissione, convocata su richiesta del consigliere comunale Lorenzo Gasperini del gruppo “Cecina Insieme”. «Io sono convinto che la discussione politica sia bella quando si parla di idee - ha scandito Benedetti -. Però sulla vicenda del bando musicale estivo e della sua gestione, su cui sono già state fornite delle risposte, si continua a insistere e mi dispiace che si ipotizzino collusioni, irregolarità e illegittimità. È una discussione che non riesco a chiudere. Per questo invieremo la documentazione per conoscenza alla procura, che per definizione costituisce l’organo istituzionale di massima trasparenza. Lo feci già con la vicenda dei telefonini. Mi rendo conto che si tratta di una prassi irrituale e anomala, ma sono sicuro che tutto si è svolto nella massima trasparenza e accuratezza. E d’altra parte - ha concluso - l’amministrazione comunale di Cecina è sana e corretta, ciascuno di noi svolge il suo ruolo in perfetta buona fede. Mi auguro che la prossima campagna elettorale abbia per fulcro un dibattito sulle prospettive».
Lo scontro/1. Benedetti è intervenuto dopo Gasperini, il quale aveva avuto modo di lamentarsi per i tempi lunghi e l’inconsueto orario in cui la commissione veniva convocata. Dopo è stata la volta del consigliere Francesco Villani (Fratelli d’Italia) e a quel punto l’atmosfera si è scaldata: «Mi fa ridere che, dopo dieci anni di consiglio comunale, il sindaco venga a parlare di dibattito sereno - ha scandito Villani -. Ho fatto di tutto: mozioni, interpellanze, interrogazioni. Ma la risposta della maggioranza è sempre stata la stessa: voi minoranza siete otto, noi siamo dodici. E quindi decidiamo noi. Presenterò una mozione e chiederò la commissione d’inchiesta, poiché non è vero che questo Comune è una casa di vetro. A mio parere ci sono irregolarità nell’aggiudicazione della gara e dunque se questo ente è davvero trasparente, accettate la commissione d’inchiesta». Il confronto si è fatto al calor bianco e si è trasformato in un battibecco ad alta voce. Benedetti: «Dì quali sono le irregolarità». Villani: «Le assegnazioni». Benedetti: «Allora è giusto che sia la procura a indagare». Villani: «Perché deve essere la procura a indagare? Qui il problema è politico». Benedetti: «Non riguarda la sfera politica, sono atti amministrativi».
Lo scontro/2. Per un attimo il dibattito si è fatto meno sincopato. Villani: «La procura farà il suo percorso, presenterò la mozione che tanto voi respingerete. E io avrò il diritto di farci tre campagne elettorali. Vi chiedo: con quale criterio è stato aggiudicato il punteggio di qualità? Quali erano le competenze della commissione? È possibile vincere la gara con un programma e farne un altro?».
Prevedibile un altro botta e risposta e così è stato. Benedetti: «La commissione ha valutato in piena trasparenza, non ci sono stati ricorsi». Villani, riferendosi alla mancata dichiarazione dei decreti penali di condanna da parte del primo e del secondo classificato: «Il Comune avrebbe fatto bene a valutare con un proprio legale, anziché limitarsi ad acquisire le memorie degli avvocati di parte». Benedetti: Pensi forse che vi sia malafede da parte della commissione?» Villani: «No, è un errore» Benedetti: «Provocando un dolo?» Villani: «Non lo so, è stato fatto un grosso errore». Benedetti: «Non ci sono errori». Villani: «Come no? Non è stato rispettato un articolo del codice». Benedetti: «Hanno presentato dichiarazioni in buona fede». Villani: «Non si può scrivere una cosa nel bando e poi, a fiducia, accettarne un’altra».
Mediazione fallita. Lo scontro ha finito per monopolizzare la riunione della commissione consiliare sulla cultura. Quando hanno preso a intervenire gli altri consiglieri comunali, si è avuta l’impressione che ormai il grosso dei nodi fossero venuti al pettine e ben poco restasse da dirsi. Un unico nodo restava da sciogliere: tutti d’accordo oppure no sulla commissione d’inchiesta sollecitata da Villani e Gasperini?
Proposta destinata all’insuccesso, almeno a quanto si è capito dalla convulsa seduta: l’invio delle carte in procura rende superflua l’istituzione di qualsivoglia commissione, ha fatto capire il sindaco Benedetti. Anche se Gasperini ha chiarito che in nessun caso essa potrebbe sostituire l’azione della procura: «La maggioranza farebbe bene a votare la nostra richiesta», ha concluso lo stesso Gasperini. Antonio Costantino, presidente del consiglio comunale, ha tentato una possibile mediazione: «Il fatto che la documentazione sia inviata in procura - ha detto - sottolinea che l’amministrazione comunale ha lavorato in piena trasparenza. Si ritiene che vi siano cose da chiarire? Ebbene questa commissione ha il potere per farlo, senza istituirne una d’inchiesta». E prima che il presidente, Aldo Bertani, chiudesse preannunciando la ri-convocazione della commissione, il sindaco ha ribadito che «il tenore della discussione conferma quanto sia giusta la scelta di inviare tutto in procura. Più di questo, in nome della trasparenza, non so davvero cosa si possa fare».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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