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Museo archeologico inagibile, resta chiuso

Museo archeologico inagibile, resta chiuso

Servono 120mila euro per l’adeguamento antincendio. Franchi: «Stanziati, ma bloccati dal Governo»

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Chiuso da domenica scorsa il museo archeologico di Palazzo Bombardieri a Rosignano Marittimo. L’edificio deve essere messo in sicurezza secondo le nuove normative antincendio, ma il Comune di Rosignano deve attendere l’approvazione della nuova legge sul Patto di stabilità prima di impegnare i 120 mila euro necessari per adeguare la storica struttura alle normative denominate Cipi. Ed essendo una struttura pubblica, tra l’altro frequentata da molte scolaresche, non è possibile tenere aperti i portoni del museo senza il certificato di prevenzione antincendi. Da qui la decisione di chiudere temporaneamente il museo ma di garantire le attività educative; attività che al momento non verranno svolte nelle sale del museo ma in altri spazi.

Tutto si muove attorno al Patto di stabilità e a quei 2 milioni e 800 mila euro che il comune ha dovuto prontamente trovare nel bilancio 2013 posticipando lavori già previsti e finanziati. Tra questi, gli interventi su palazzo Bombardieri affinché la struttura risultasse a norma di legge. «Lavori piuttosto semplici per i quali – spiega Franchi – avevamo già il progetto pronto e uno stanziamento di 120 mila euro». Una cifra al momento impossibile da spendere «se non saranno allentati i lacci al patto di stabilità così come è stato promesso dal Governo. Vogliamo capire se i lavori, una volta eseguiti, nel 2014 possono essere pagati». L’attuale allestimento del Museo archeologico all’interno di Palazzo Bombardieri al castello di Rosignano Marittimo fu inaugurato nel 1996 ma, il nucleo originale del museo che raccoglie importanti reperti archeologici della Bassa val di Cecina e di Castiglioncello, risale al 1957. Il museo, negli anni, si è caratterizzato grazie alle tante attività didattiche che vengono svolte al suo interno: al piano terreno, ad esempio, è stata ricostruita una domus di epoca romana. E proprio rivolgendosi alle scuole Franchi tiene a precisare: «le attività educative saranno mantenute e garantite; stiamo studiando il modo di ricavare spazi al museo di Castiglioncello oppure a Palazzo Marini, piuttosto che alla Fattoria Arcivescovile o al nuovo Centro Culturale o, infine, con i nostri esperti che andranno nelle scuole», come già oggi avviene. Sta di fatto che occorrono 120mila euro spendibili, dare in appalto i lavori, eseguire gli interventi per la messa a norma del museo, prima di riaprire la struttura: «sicuramente gli interventi di adeguamento saranno una priorità all’interno del bilancio 2014, ma già potremo partire con la gara e gli interventi necessari – conclude Franchi - se la legge di Stabilità potrà permetterlo. Siamo all’assurdo che il Governo vara nuove normative ed i comuni, pur avendo risorse ferme, non possono spendere un euro per adeguarsi alle leggi nazionali».

Alessandra Bernardeschi

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