Attenzione
Dune Mosse, dai controlli tutto risultò ok
La società «Ora ce lo fanno demolire e obbediremo, però in quel punto il Comune, visto il regolamento urbanistico, prevede una struttura balneare»
Dopo la sentenza el Consiglio di Stato che prevede la demolizione, i proprietari di Dune Mosse spiegano che abbatteranno il manufatto che però «rientra all’interno del perimetro di cantiere indicato nel permesso a costruire rilasciato dagli uffici del comune di Rosignano, e durante le verifiche fatte a ridosso dell’apertura dei lavori nessuno ebbe a che ridire sul posizionamento del cantiere». «Appena recintammo l’area - spiegano Emidio e Valerio Dottori, amministratori della società Dune Mosse -, sulla base dei picchetti che delimitano la concessione (che sono precisi e georeferenziati), sono venuti tecnici dell’ufficio demanio che evidentemente non hanno riscontrato difformità nel posizionamento del cantiere, visto che non dissero nulla ma si limitarono semplicemente a raccomandarci di parcheggiare i mezzi utili per i lavori all’interno dell’area di cantiere».
Tra l’altro nei giorni scorsi la società, dopo la sentenza del Consiglio di Stato ha incontrato il sindaco per illustrargli le modalità con cui avremmo voluto applicare la sentenza. «Il sindaco ci ha garantito che è ferma volontà dell'amministrazione sostenere quanto pianificato al riguardo nel regolamento urbanistico».
Così a inizio dicembre Dune Mosse ha presentato una variante progettuale che prevedeva una sostanziale riduzione del manufatto, ma il Comune ha rigettato la richiesta, decretando l’improcedibilità della variante. «Senza commentare faremo, ovviamente, quanto richiesto. Immediatamente dopo, liberi da ecomostri e con redenti cementificatori, ci auguriamo che l'amministrazione comunale vorrà sostenere e salvaguardare un'azienda che vuole soltanto applicare quanto pianificato dalla politica, nulla chiedendo, investendo e rischiando in prima persona per provare a creare servizi, sviluppo e posti di lavoro».
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