Il Tirreno

Ciclone-Renzi investe il Pd Lippi: «Io stabile? Per ora»

Ciclone-Renzi investe il Pd Lippi: «Io stabile? Per ora»

Il segretario del territoriale non esclude il forfait: «Sono umile e ragionevole» E Alessandro Franchi: «Si votava per il segretario, non mi sento più precario»

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CECINA. A conti fatti, il vero tsunami è quello prodotto da Matteo Renzi, divenuto segretario del Partito democratico a colpi di voti. Milioni di voti per l’esattezza, che di fatto hanno rinverdito l’immagine di un Partito democratico annebbiata dalle lotte intestine. Ma è inevitabile che lo tsunami, o meglio il ciclone rappresentato da Matteo Renzi, finisca per avere i suoi contraccolpi anche a livello locale, dove già si scaldano i motori in vista delle prossime amministrative che, come sempre, saranno precedute dalle primarie. In quest’ottica si annuncia una rivisitazione dei rapporti di forza interni al Pd. A Livorno, ad esempio, il segretario comunale De Filicaia ha detto di non pensare nemmeno all’ipotesi di farsi da parte, tuttavia ha ribadito che i renziani troveranno le porte aperte in segreteria. E Samuele Lippi, il cecinese segretario del territoriale, dato tra gli aspiranti alla poltrona di sindaco nel caso in cui Stefano Benedetti espliciti il proposito di non ricandidarsi? Lippi è possibilista e alla domanda se si senta saldo alla guida di quella che una volta si sarebbe chiamata la federazione, pensa un po’ prima di rispondere: «Al momento nessun indicatore mi fa pensare di essere meno stabile di prima. Noi abbiamo riconosciuto il risultato e la forte volontà di cambiamento». Più nello specifico, pensa forse di dimettersi? «Sono umile e ragionevole - sottolinea il segretario -, sto valutando cosa sia meglio per il partito. Al momento in cui mi hanno eletto, ho ricevuto voti da civatiani, cuperliani e da parte dei renziani. Domenica, dalle urne, è emersa un’altra cosa...». Lippi chiarisce che sosterrà Renzi nonostante la propria vocazione cuperliana: «C’è bisogno di un cambio di marcia». Ma non concede terreno circa la sua presunta scesa in campo nelle primarie per le amministrative: «Un sindaco c’è e questo non è un problema all’ordine del giorno».

Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano, resiste quando si tratta di leggere il risultato delle primarie in chiave locale: «Sinceramente non so immaginarmi una lettura di questo tipo. Certo, è un voto da interpretare a livello locale, leggendo una sofferenza che c’è e che è emersa». E alla domanda se si senta più precario di prima, segue una risposta decisa: «Si votava per il segretario del partito, non certo per il sindaco di Rosignano». A proposito, lei per chi ha votato? «Ho partecipato alle iniziative, ma ho sempre mantenuto segreto il mio voto. Mi piacerebbe continuare a farlo». «Quello di domenica è stato il risultato che mi aspettavo, almeno a livello nazionale, anche con queste proporzioni», rivela invece Stefano Benedetti, sindaco di Cecina. E a proposito dei riflessi sul Comune di Cecina, con molti assessori schierati sul fronte anti-Renzi, Benedetti precisa di non credere che «il successo di Renzi sia una bocciatura totale per le attuali amministrazioni – precisa il sindaco di Cecina – Renzi ha saputo intercettare un malcontento diffuso dei cittadini contro un certo tipo di politica. Ma il malessere è più rivolto alla politica nazionale, non a quella locale». Una frattura tra gli iscritti e la base degli elettori di Cecina sembra, però, essere evidente. «Quella di Renzi, anche nel Pd di Cecina, dovrà essere accolta come una spinta al rinnovamento – conclude Benedetti – lui dovrà essere il segretario di tutto il Pd e lo sarà se il partito, anche a livello locale, eviterà di dividersi».

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