Il Tirreno

«Mezzi vecchi vent’anni e personale ridotto all’osso»

«Mezzi vecchi vent’anni e personale ridotto all’osso»

I vigili del fuoco scrivono al Prefetto per denunciare la situazione in cui operano «Ci meritiamo un futuro migliore, così non si può garantire sicurezza ai cittadini»

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CECINA. Parlano di mezzi vecchi anche vent’anni e personale ridotto all’osso. E spiegano che in queste condizioni non si può garantire sicurezza ai cittadini. I vigili del fuoco del Comando provinciale, a cui fa capo anche la sede di Cecina, hanno deciso di rivolgersi direttamente al Prefetto. Tramite le loro organizzazioni sindacali - FpCgil, UilpaVvf, Fns Cisl e gruppo di lavoro, hanno buttato giù una lettera di due pagine, che poi hanno inviato direttamente alla dottoressa Tiziana Costantino. Una missiva che è più un appello accorato. «La consegniamo a lei - scrivono - in quanto rappresentante dello Stato italiano, lo stesso che da alcuni decenni continua ad affliggere la nostra amministrazione con tagli finanziari, esasperando le condizioni di lavoro dei vigili del fuoco e compromettendo pesantemente la sicurezza dei cittadini».

Poi i rappresentanti sindacali del vigili del fuoco sottolineando la particolarità del territorio su cui operano. «Il territorio provinciale di nostra competenza - scrivono -, presenta una conformazione tale, che rende necessario uno spostamento ingente di uomini e mezzi, dovendo coprire anche l'Isola d'Elba. Ogni turno lavorativo, dal Comando di Livorno partono uomini e mezzi per coprire il servizio in tutta la provincia, assicurando una rotazione del personale su tre sedi distaccate: Cecina, Piombino, Elba; come del resto lei saprà. Tutto ciò comporta una spesa, anche dovuta al fatto di carenza di personale tali per cui non riusciamo neanche a rispettare le piante organiche ministeriali previste».

Una situazione che tra l’altro ha portato caos nella gestione del personale. «I dirigenti locali si trovano quindi a gestire una situazione anomala, che ha portato ad avere sul territorio alcuni colleghi, con qualifica diversa da quella prevista dalla pianta organica, che sono stati dislocati presso sedi disagiate, per sostituire le mancanze, tutto ovviamente a costo dei lavoratori».

Poi lo sfogo sulla vetustà dei mezzi. «Abbiamo dei mezzi adibiti a “colonna mobile regionale” - scrivono i vigili del fuoco - che hanno più di 20anni, e il più delle volte si guastano durante il tragitto e non arrivano a destinazione, limitando il dispositivo del soccorso. Mezzi che vengono aggiustati dai operatori del soccorso, arrangiandosi con materiali recuperati da automezzi dismessi». Evidente la difficoltà in cui si trovano a lavorare i vigili del fuoco, che si sfogano: «Noi non possiamo fare di più. I vigili del fuoco si meritano un futuro nello Stato italiano, ce lo siamo guadagnato con abnegazione ogni qualvolta siamo stati chiamati per le nostre competenze».

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