Il Tirreno

BIBBONA

Confesercenti: «No a manovre Imu contro le aziende»

BIBBONA. Ok all’abolizione della seconda rata Imu sulla prima casa, ma no a manovre che aumentano l’imposizione per le attività commerciali. Lo dice Confesercenti che, nel ribadire come il tagli...

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBONA. Ok all’abolizione della seconda rata Imu sulla prima casa, ma no a manovre che aumentano l’imposizione per le attività commerciali. Lo dice Confesercenti che, nel ribadire come il tagli dell’Imu prima casa «è indiscutibilmente una risposta positiva ed in contro tendenza con quello che sta avvenendo su molte imposte e tasse a livello locale e nazionale», è perplessa sulle altre manovre. «Sembra di capire - scrive Confesercenti - che il minor gettito sarà compensato comunque con un aumento dell'Imu sulle seconde case e sugli immobili di uso strumentale, cioè quelli di proprietà delle aziende o dove le stesse esercitano la propria attività. Se questo risponde a verità, dobbiamo rilevare ancora una volta, con rammarico che tali decisioni vengono assunte senza aprire un tavolo di discussione con le ssociazioni di categoria, in barba alla democrazia partecipativa. I nostri amministratori pensano che sia sufficiente ragionare nelle loro stanze senza il coinvolgimento delle associazioni, dei loro dirigenti. Eppure quando in alcuni casi abbiamo potuto confrontarci abbiamo raggiunto soluzioni soddisfacenti per tutti».

La Confeserrcenti annovera molte aziende del comune associate e queste «ci chiedono se discutiamo e condividiamo le scelte dell'amministrazione. Spiace dirlo ma non sempre veniamo convocati. Abbiamo richiesto più volte di poter ragionare sull'utilizzo dell'imposta di soggiorno, di rivedere le tariffe per la raccolta de rifiuti solidi urbani, facendo presente che i costi addossati alle aziende sono ormai a livelli insostenibili. Ultimamente l'unico argomento che abbiamo potuto discutere con l'Amministrazione è l'imposta di soggiorno». La Confesercent e le aziende associate ribadiscono che non è più possibile continuare a penalizzare le imprese. «In questo modo si rischia di accentuarne la crisi e spingere fuori dal mercato molte attività con il risultato di avere un aumento ulteriore di disoccupati, sia fra i dipendenti che fra i titolari d' impresa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore