Sicurezza
Stipendi ko: bus nel caos ma nella notte c’è l’accordo
Sciopero selvaggio, studenti e pendolari a terra. Gli autisti: «Non è colpa nostra» Il caso di una terza elementare: gita premio del Ctt, l’azienda li lascia a piedi
CECINA. La storia più incredibile, o meglio paradossale, dopo il giorno nero del trasporto pubblico in provincia, ce la raccontano alcuni genitori degli alunni di una terza elementare della Collodi, a Marina. «I nostri figli dovevano partire alle 9,30 per il museo di storia naturale - dice Pierluigi Sirigatti - . Avevano vinto la gita come premio per un’ iniziativa organizzata dall’azienda di trasporti, l’ex Atl. Quella stessa azienda che ieri li ha lasciati a piedi». Sì perchè 24 bambini di 8, 9 anni hanno atteso invano alla pensilina di piazza della Libertà quel pullman che doveva portarli in gita. Perdendo una mattinata, di fatto, dal momento che non avevano con loro i libri di scuola, avevano rinunciato alla mensa ed hanno finito col pranzare nel cortile della Collodi coi panini portati da casa. Una beffa. E tanta rabbia da parte delle famiglie.
Quella stessa che hanno provato centinaia di studenti di Rosignano, Cecina, Donoratico che vanno a scuola coi mezzi pubblici. O i pendolari che la mattina prendono il bus per andare a Livorno o Piombino. E che sono stati costretti ad organizzarsi alla meno peggio. E chi non ha potuto non è andato a scuola o a lavoro. Insomma, la serrata improvvisa degli autisti del Ctt è riuscita a mettere in ginocchio tutta la provincia. Ma non è stata un fulmine a ciel sereno. Prima l’agitazione fiorentina, poi i bus che si fermano a Pisa e Pontedera. Ieri il passaparola fra i dipendenti e la decisione di bloccare le corse dalle 6 di mattina. Con un’adesione massiccia, totale. Chi aveva già preso il pullman per iniziare il servizio è tornato di filato al deposito in via dei Parmigiani. Ed è qui che, dalle 6 in poi, si sono radunati gli autisti. «L’azienda sta applicando il contratto in maniera unilaterale. Significa un taglio pesante sugli stipendi», ha detto Diego Scambia, sindacalista della Cgil. Anche se la protesta, la decisione di uno sciopero selvaggio, non è partita da sigle sindacali ma dagli stessi lavoratori. «Abbiamo 150-200 euro in meno sugli stipendi e un’azienda che taglia le corse. Basta», si lamentano gli autisti, che tornano a denunciare anche la situazione precaria del parco mezzi. Poi i dipendenti del Ctt si ritrovano in pensilina. E ancora slogan e striscioni contro la direzione aziendale, fino alla decisione - in tarda mattinata - di far sentire la propria voce anche a palazzo civico». Ed è qui, a mezzogiorno, che una delegazione di una trentina di autisti è ricevuta dagli assessori ai Trasporti di Cecina e Rosignano Michele Grosso e Daniele Donati. Chiedono alla politica di fare la “propria parte”. «Comprendiamo lo stato di disagio del personale - dirà poi Donati - come amministratori ci siamo impegnati a trasmettere i motivi della protesta presso gli altri soci pubblici». Ma Cecina e Rosignano hanno partecipazioni minime (sotto il 6%) dentro Ctt. Quindi la palla è passata all’azienda che in tarda serata ha incontrato i lavoratori, raggiungendo un accordo poi approvato dall’assemblea. Oggi perciò il servizio dovrebbe tornare regolare.(a.r.)
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