Il Tirreno

il dibattito sulle primarie del pd

SPI-CGIL Rimettere al centro le questioni del lavoro Le primarie del Partito Democratico sono un’occasione per rimettere al centro dell’iniziativa politica le questioni del lavoro, dello Stato...

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SPI-CGIL

Rimettere al centro

le questioni del lavoro

Le primarie del Partito Democratico sono un’occasione per rimettere al centro dell’iniziativa politica le questioni del lavoro, dello Stato Sociale, della condizione dei giovani e degli anziani. Per recuperare i valori fondanti della Sinistra e della nostra Costituzione a partire dal concetto di eguaglianza.

Un’occasione, l’otto dicembre, per una grande partecipazione al voto degli uomini e delle donne che chiedono un cambiamento. Possiamo farlo senza distruggere la nostra memoria e senza calpestare i diritti dei più deboli, come, invece, è avvenuto in questi ultimi anni.

Possiamo farlo, partecipando alle primarie e votando Gianni Cuperlo. Una persona che, non cerca consensi con facili slogan, e che intende provare a ricostruire un partito di sinistra in grado di rispondere con efficacia alla domanda di giustizia sociale, di equità e di rispetto della dignità delle persone, del futuro dei giovani. Di chi ha lavorato una vita e lottato per migliorare le condizioni dei ceti più deboli.

Quelle persone, gli anziani e pensionati che da alcuni sono additati come problema, e che invece sono una risorsa importante per il Paese e che, sempre più spesso, svolgono un ruolo di supplenza intervenendo dove “lo Stato” dovrebbe e non lo fa.

Assistenza ai non autosufficienti, aiuto economico verso figli e nipoti sempre più in difficoltà ecc. E’ proprio su questo versante che ho apprezzato l’impegno di Cuperlo che, tra le altre cose, dice basta a interventi di blocco delle pensioni medio basse. In questi anni è aumentato il tasso di disuguaglianza. Il 10% della popolazione detiene circa il 50% della ricchezza del Paese. Dalla crisi si esce solo se saremo in grado di invertire questa tendenza con politiche redistributive più eque. Solo un aumento del potere d’acquisto delle fasce medio basse della popolazione può aprire la strada ad una nuova fase di crescita in grado di offrire una prospettiva ai nostri giovani. Vorrei, nel centro sinistra, una politica diversa, non urlata, che si confronta entrando nel merito dei problemi che la gente comune affronta quotidianamente. C'è bisogno di un partito che assuma i temi del lavoro, dell’eguaglianza, della giustizia sociale e dell’equità fiscale come elemento guida per progettare il futuro. Ritengo che Gianni Cuperlo possa essere la persona giusta per misurarsi con questa sfida.

Bruno Calzolari

(segretario Spi-Cgil Toscana)

L’INTERVENTO

Ecco perché

sto con Civati

In molti mi chiedono perché ho scelto di sostenere Pippo Civati alle primarie per segretario del Partito Democratico: troppo rivolto a sinistra, ai movimenti, ai giovani e da una posizione minoritaria dentro il Pd, per lo meno minoritaria tra Deputati e Senatori di questa XVII legislatura.

L'attuale crisi non è semplicemente una variazione di ciclo economico, ciò è confermato dalla lunghezza e dalla profondità del ciclo recessivo e, nonostante questo, in molti si ostinano a cercare soluzioni senza aggredire le origini dei guai. La classe politica si presenta come debole ed inadeguata a fronteggiare le nuove sfide connesse ad una vera trasformazione dei modi di produrre, di consumare, degli stili di vita, della convivenza. Non sappiamo cosà sarà dopo, sappiamo che, in assenza di idee forti di uguaglianza e democrazia, di legalità e di affermazione dei diritti fondamentali di cittadinanza, il cambiamento potrebbe regalarci un misero futuro. Per evitare che le risposte assumano derive populistiche ed antidemocratiche, l'Italia ha bisogno del Partito Democratico, di un partito nuovo, capace di sperimentare nuove forme di aggregazione, proposte politiche coraggiose, prive di ambiguità, coerenti con la propria storia ed i propri valori fondanti. Ma i vertici del Pd non sono in grado sostenere tali cambiamenti, attraversati da eccessi personalistici e cordate di comando. I dolorosi giorni dell'elezione del Capo dello Stato dimostrano quanto siano lontani dal popolo degli iscritti, degli elettori e quanto siano concentrati sulle rivalse personali, sui veti incrociati tra correnti e correntine. Occorre evitare che con l'elezione del nuovo segretario si producano nuovamente le vecchie logiche: non bisogna sprecare questa occasione. Sostengo Civati perché vedo che vecchi gruppi di comando, centrali e periferici, si posizionano a fianco dei candidati più forti per tentare di ricompattarsi successivamente ricostruendo il blocco della conservazione. Concordo in pieno con Walter Tocci che afferma "Il voto a Civati vale per tre perché aiuta anche Renzi e Cuperlo a rifiutare la cogestione notabilare e a valorizzare le forze migliori che hanno saputo suscitare con le loro proposte. Solo così questi tre leader potranno voltar pagina rispetto alla stanca gestione degli eredi Ds e Margherita e fondare il Pd dei nativi democratici"

Mi hanno chiesto di presentare il mio sostegno a Civati indicando, con 60 caratteri, cosa caratterizzava maggiormente il mio sostegno, ho pensato alla voce dei bambini delle ragazze e dei ragazzi, a quelle generazioni che hanno il diritto di essere protagonisti del loro futuro, hanno diritto di ricevere il testimone dai più anziani, testimone costituito da grandi passioni e lotte per i diritti, ma anche da molti errori e sconfitte che non potremo celare con la nostalgia, o tentare di rimuovere.

Sarà una bella stagione per il Partito Democratico se si avvierà una fase di generoso confronto di idee, "intelligenza collettiva" direbbe Fabrizio Barca, e di proposte tra iscritti ed elettori che sono chiamati, non solo alle elezioni, a pronunciarsi sul progetto politico. E' utopia? Ma i socialdemocratici tedeschi chiederanno il giudizio dei propri sostenitori sul dettagliato programma di governo che stanno elaborando con la CDU.

Qualcuno si poneva maliziosamente la domanda sulla mia posizione nella lista Civati all'Assemblea Nazionale, perché la seconda posizione per un deputato? Poiché la catena di dialogo che il PD deve costruire parte dagli iscritti ed elettori ed arriva ai decisori politici, rinunciare ai primi posti credo sia un messaggio di coerenza con la mia visione di partito.

Maria Grazia Rocchi

(parlamentare cecinese del Pd)

RENZIANI

Nuovo comitato

Cambia Verso Cecina

Si è costituito a Cecina il comitato spontaneo "L'Italia Cambia Verso Cecina" coordinato da Francesco Conti e formato da cittadini elettori di centro-sinistra non iscritti al Pd che sostengono la candidatura di Matteo Renzi alla corsa per la segreteria nazionale. Molti dei componenti sono gli stessi ragazzi di quel comitato che, più di un anno fa, sostenne con un discreto successo locale sempre il sindaco fiorentino nelle primarie di coalizione. Adesso più che mai, stanchi e delusi dalla politica nazionale e locale, mettiamo a disposizione nuovamente le nostre energie per cambiare verso al nostro Paese partendo dal principale partito del nostro orientamento politico. Con Renzi alla guida del Pd, siamo certi che si creeranno le condizioni per quel cambio di passo che tutti agognamo. Abbiamo concentrato la nostra attività, non tanto nel promozionare la persona di Renzi (questo l'hanno fatto già molto bene altri…), ma cercando di portare gente al voto domenica 8 dicembre, veicolando le informazioni tecniche e dando una mano ai seggi. Temiamo infatti, che sia il calo della partecipazione il vero nemico da battere, soprattutto a causa della delusione o forse è meglio dire, del "tradimento" della base elettorale di csx, consumato con l'insediamento del governo di larghe intese. Se poi come auspichiamo, Renzi diverrà il segretario del Pd, il giorno dopo saremo in molti a tesserarci; non tanto perché riteniamo Renzi capace in un batter d'occhio di attualizzare l'apparato del Pd vecchio, logoro e pesante, ma perché ci avrà la garanzia di poter impiegare al meglio le energie per farlo direttamente da soli; in pratica si creerà finalmente un contesto dove, quantomeno un segretario nazionale non ingessato dal pesante apparato, garantisce le corrette dialettiche che un Partito definitosi democratico deve avere e che fino ad oggi ha avuto solo in parte. Se Renzi risulterà il segretario del Pd, su quel "carro" che abbiamo costruito e sospinto da tempo nel fango senza farci vedere, noi controlleremo con scrupolo chi è senza biglietto.

L’Italia Cambia Verso Cecina

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