La protesta
Avvisi arretrati Tia, Masoni attacca «Sistema alla deriva»
Il presidente del Movimento consumatori poi spiega quali sono gli strumenti di tutela che restano ai cittadini
CECINA. «Questo è un sistema ormai alla deriva, un sistema nel quale gli enti pubblici non sono al servizio del cittadino ma che costringono il cittadino stesso a doversi fare carico, gratuitamente, degli oneri di solito in mano ai funzionari pubblici».
Parole di Alessandro Masoni, presidente del Movimento consumatori, che abbiamo contattato in relazione alla questione delle quasi tremila raccomandate inviate dal Comune di Cecina ad altrettanti cittadini per chiedere il pagamento di acconto e saldo della Tia 2011.
Molti di questi, però, hanno già pagato il conto. «Per prima cosa bisogna chiarire che il cittadino non è obbligato a presentarsi agli uffici pubblici ma può presentare la ricevuta anche in altre modalità perfettamente a norma di legge – spiega Masoni – il pagamento può essere inviato via fax corredato da due righe di accompagnamento nel quale si chiede l’annullamento del procedimento e dalla copia del documento di identità che valore di autocertificazione. Strumenti idonei sono anche l’invio tramite posta elettronica certificata e anche con la tradizionale raccomandata indirizzata all’ufficio tributo del comune di Cecina».
Altro strumento di tutela in mano al contribuente è la poco conosciuta legge 212 del 2000, quella sull’autotutela.
«La richiesta di cancellazione del procedimento del quale parlavo prima - dice ancora Masoni - è poco più una presa d’atto reciproca. Con la legge 212, invece, si può inviare all’ente pubblico una richiesta di autocorrezione. In questo modo l’ente è obbligato entro sei mesi a rispondere altrimenti, in questo caso per il pagamento della Tia 2011 già versata, l’amministrazione non potrà più chiedere altri pagamenti in futuro».
Nel caso dovesse farlo il funzionario responsabile che firma tale provvedimento sarà perseguibile anche penalmente per abuso d’ufficio.
«Il problema, va precisato, spesso ricade sui funzionari pubblici – prosegue il presidente del Movimento consumatori – in realtà, con un sistema sempre più complesso di leggi e contro leggi, si trova nell’impossibilità di chiedere quanto dovuto. Lo strumento di controllo, dunque, viene completamente bypassato e messo a carico del cittadino. È lui infatti, il cittadino, che dovrà dimostrare la propria correttezza e non viceversa».
Motivo per il quale il meccanismo adottato in questo caso dal Comune, obbligato da termini e scadenze piuttosto strette a inviare le richieste di pagamento, è quello di spedire le richieste di pagamento a chi era in regola e anche a chi lo era parzialmente, magari solo per l’acconto della Tia 2011.
Alessandro Masoni del Movimento consumatori resta comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti direttamente al numero di cellulare 328 3395944.
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