Sicurezza
Tassa rifiuti, spediti 3mila avvisi
Marea di cartelle per regolarizzare il pagamento della Tia 2011, lunghe file negli uffici comunali
CECINA. Dal Comune di Cecina fanno sapere che sono esattamente 2831 gli avvisi inviati in questi giorni. Le raccomandate fanno riferimento a dei controlli effettuati dall’ufficio tributi sull’acconto e saldo della Tia 2011. Al cittadino, dunque, viene richiesto il pagamento della tassa sui rifiuti di due anni fa. E chi non dimostra di aver pagato deve saldare il conto entro i termini previsti di legge, oppure presentarsi, negli orari di apertura al pubblico, agli uffici con tanto di ricevuta e dare il via alla procedura di annullamento. Motivo per il quale in questi giorni l’ufficio tributi è quasi preso d’assalto negli orari di apertura al pubblico. Una lunga fila di persone con in mano la ricevuta del pagamento della Tia.
Come mai questi avvisi e tutti riferiti al 2011? «La procedura attivata riguarda il periodo in cui il Comune è tornato ad una gestione diretta delle procedure di pagamento della tassa sui rifiuti – fanno sapere da palazzo civico – in queste verifiche incrociate sono state rilevate delle incongruenze e, dunque, avviata la richiesta di pagamento per un totale di 2831 raccomandate».
Il Comune, dunque, si è attivato per ricevere dei mancati pagamenti. Il problema, però, è che in alcuni casi la tassa di igiene ambientale è stata effettivamente versata nei termini previsti dai cittadini. Per cinque anni, a dire il vero, il cittadino è tenuto a conservare le ricevute dei pagamenti, ma alcune segnalazioni parlano di richieste arrivate anche a delle persone decedute. Più difficile, in questi casi, ritrovare tra le mille scartoffie la ricevuta Tia 2011. Tra i 2831 che hanno ricevuto la poco piacevole raccomandata in effetti ci sono dei “trasgressori”.
Il Comune non comunica le cifre esatte, ma dalle code registrare in questi giorni (anche ieri) all’ufficio tributi pare che molti contribuenti ai quali è stato richiesto il versamento arretrato siano, in effetti, in piena regola con la tassa. In questo caso, però, la procedura da seguire per dimostrare la propria situazione di correttezza è quella di presentarsi fisicamente all’ufficio, entro 60 giorni dalla ricezione dell’avviso, è avviare la procedura di annullamento della richiesta di pagamento.
A quel punto il Comune, che ad una prima stima ha speso solo in raccomandate una cifra non inferiore ai 10mila euro legati alla spedizione, dovrebbe inviare un’ulteriore raccomandata al contribuente in regola con la Tia con l’avviso di annullamento. Resta, comunque, il disagio per quanti sono costretti a recarsi presso gli uffici, aspettare il proprio turno e “certificare” il pagamento tramite ricevuta. Un caso che arriva a meno di un mese di distanza dal pasticcio della Tares, quando alcuni bollettini per il pagamento della tassa sui rifiuti di quest’anno erano stati recapitati in notevole ritardo. In quel caso non furono applicate maggiorazioni, adesso il Comune richiede la ricevuta anche a chi ha già saldato il conto.
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