Sicurezza
Sesso con una bambina rosignanese condannato
L’uomo, 47 anni, ha avuto rapporti con la piccola quando lei ne aveva 9 Si è difeso dicendo che era consenziente, assolto per le violenze successive
ROSIGNANO. Nel 2004, quando sono iniziate i rapporti sessuali, lui aveva 38 anni e lei appena 9. L’uomo (non mettiamo il nome per tutelare la vittima, ndr) era il suo vicino di casa, nella zona del Rosignanese. Ed evidentemente quella che allora era una bambina si fidava di lui. E lo stesso facevano i suoi genitori. Ma per sette anni, nei momenti in cui l’uomo, tutt’ora disoccupato, e la piccola restavano soli nell’appartamento, sarebbe accaduto quello che il pubblico ministero Fiorenza Mararra ha riportato nel capo d’imputazione. Dentro a quella paginetta il magistrato ha raccolto gli episodi che la vittima -che adesso è diventata un’adolescente - ha raccontato durante l’indagine e nell’incidente probatorio avvenuto davanti a giudice e avvocati. Nei suoi racconti la ragazzina ha anche specificato di essere «consenziente», come ha sempre sostenuto anche l’imputato durante tutta l’inchiesta.
Ma si può a quella età riconoscere ciò che è bene da ciò che non lo è? Lo spiega anche l’articolo 609 quater del codice penale per il quale l’imputato è stato condannato in abbreviato a 4 anni di reclusione. «Chiunque - si legge - compie atti sessuali con una persona che non compiuto i 14 anni rischia una pena fino a dieci anni di reclusione». Questo è anche il motivo per il quale l’uomo, che ieri era in aula e che oggi ha 47 anni, è stato assolto per il secondo capo d’imputazione: una singola violenza avvenuta quando la vittima aveva già compiuto i 14 anni.
A scoprire il rapporto tra l’uomo e la bambina è stato il padre di lei che nel 2011 ha visto la figlia tornare a casa con la faccia gonfia. Le ha chiesto che cosa le fosse accaduto. E lei gli ha raccontato del pugno che le era stato inferto facendo il nome e il cognome del colpevole. Ma quell’episodio era solo l’ultimo di una lunga serie. Per raccogliere tutte le violenze gli investigatori hanno impiegato quasi due anni. Poi la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm e la decisione dell’avvocato Alberto Uccelli, che difendeva l’imputato, di essere giudicato con rito abbreviato.
Ieri pomeriggio, dopo due udienze, è arrivato il momento della sentenza del giudice. In aula ha voluto esserci anche la vittima bambina che si è costituita parte civile nel procedimento. Nelle sue repliche finali il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei anni per l’imputato. Al giudice è servita una lunga camera di consiglio prima di uscire per la lettura del dispositivo nel quale ha ridotto di un terzo la pena nei confronti del quarantasettenne e disposto una provvisionale di 10mila euro nei confronti della ragazzina. «Si tratta di una sentenza che ci soddisfa - spiega il pubblico ministero all’uscita dall’aula. Il giudice di fatto ha abbracciato l’impianto accusatorio».
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