Gioco
Ora il rebus-arredi Slitta la riapertura del Palacongressi
Per l’acquisto serve il nulla-osta della Corte dei Conti Inaugurazione, tempi incerti: salta la data del 31 dicembre
CECINA. Il finale sembra tutt’altro che all’orizzonte. Al punto che, ormai, anche provare ad ipotizzare la data di inaugurazione servirebbe a ben poco. E si rischierebbe, come è capitato spesso da quattro anni a questa parte, di dover spostare la previsione sempre un po’ più in là. Stiamo parlando del Palazzetto dei congressi.
Non tornerà nelle mani della cittadinanza entro il 31 dicembre come ipotizzato fino a qualche mese fa. Serviranno altre settimane solo per far calare il sipario sulla parte strutturale ma sarà la fine del primo atto perché da quel momento in poi inizierà la caccia agli arredi e ai soldi per acquistarli. Se ci fosse poco spazio di manovra tra le maglie del patto di stabilità, come spiega l’assessore ai lavori pubblici Giamila Carli, «vedremo di organizzarci con ciò che abbiamo». Solo un paio di mesi fa palazzo civico aveva interrogato la Corte dei Conti per sapere se potesse derogare ad una normativa che non concede effettuare spese «di ammontare superiore al venti per cento della corrispondente spesa sostenuta in media negli anni 2010 e 2011 per l’acquisto di mobili e arredi».
Veniamo, però, all’oggi. Proprio in questi giorni impiantisti hanno posizionato i pannelli diffusori per le prove acustiche. «A questo punto – dice Carli - dovrà essere piazzata la fornitura elettrica per mettere in funzione i condizionatori d’aria. Quando saranno accesi potremo effettuare le prove acustiche con un fonometro». I test sono in agenda per martedì prossimo dal pomeriggio alla sera. Non è stato neppure possibile completare il restauro dell’affresco firmato da Bandini perché manca il pavimento. Il pittore Carlo Sassetti ha stimato circa una decina di giorni (asciugatura compresa) per completare il lavoro. L’appalto costerà al Comune circa 10mila euro.
La Edileffe di Saviano deve ancora eseguire lavori per circa 75mila euro su un’offerta di 452mila euro. Al momento gli operai della ditta campana non stano lavorando, in vista che i tecnici portino a termine le prove sull’acustica e sperando che queste diano esiti positivi. Non va neanche meglio nelle due sedi provvisorie del consiglio comunale dal momento che in biblioteca persistono le infiltrazioni dal tetto e l’auditorium di via Verdi si trova in un complesso, le ex elementari Guerrazzi, da sempre alle prese con problemi strutturali. Sullo stato dei lavori al Palazzetto che avrebbero dovuto durare sei mesi e stano andando avanti da quattro anni in molti sono intervenuti, per ultimo il consigliere di Fratelli D’Italia, Francesco Villani. Di fatto, la giunta Benedetti e il consiglio comunale non hanno mai seduto sugli scranni del Palazzetto dei congressi (chiuso nell’estate del 2008) e, secondo qualcuno, non ce la faranno per la fine del mandato del sindaco. Diverso, invece, il parere all’interno della giunta dove prima l’ex assessore Michela Ghezzani e ora Giamila Carli si sono mosse per riaprire la sede storica in vista delle ultime sedute del consiglio comunale. E prima delle elezioni amministrative.
Rino Bucci
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