Le carte vanno in Procura «Ma nessuna irregolarità»
Bando per la stagione musicale, il sindaco dice no alla commissione d’inchiesta E su Di Lascio: «Ho apprezzato le sue parole, ma per me la vicenda è chiusa»
CECINA. Dice che la vicenda del bando della stagione musicale, per lui, è chiusa. Dopo il fiume di polemiche non c’è più niente da chiarire. Il caso Di Lascio? «Lo vedrò in settimana, ma ho apprezzato le sue parole». E sulla decisione di inviare le carte del bando alla Procura della Repubblica, sottolinea: «Solo per opportuna conoscenza». Ribadisco: «Nessuna irregolarità». Poi si sofferma sulla rotazione dei dirigenti e spiega perché non è stata ancora fatta.
Caso Di Lascio, ancora una seduta di consiglio movimentata. Che ne pensa?
«Una premessa. Mi è dispiaciuto che si sia voluto discutere l’interrogazione del consigliere ugualmente, nonostante la mia assenza»
Però?
«Però ho apprezzato che Di Lascio abbia riconfermato piena fiducia nei miei confronti. Nei prossimi giorni ci parlerò ma confermo che per me la questione è conclusa. Le risposte fornite al consigliere dimostrano la piena legittimità degli atti dell’amministrazione».
Anche se su alcune questioni, come lo sforamento degli orari per alcuni spettacoli, il rispetto delle sedute e il caso dei monaci tibetani Di Lascio non si è detto completamente soddisfatto...
«Sugli orari hanno risposto gli uffici, non c’è stata nessuna segnalazione agli uffici o ai vigili. Quanto ai monaci tibetani, abbiamo un fax dell’ambasciata che ci conferma problemi per il visto. Dunque non erano gli stessi monaci che hanno fatto lo spettacolo a Rosignano».
Comunque dopo l’incontro gli confermerà la delega?
«Ripeto, la delega era solo sospesa. Ho apprezzato le sue parole, auspico che il chiarimento sia definitivo. Per me la vicenda bando è chiusa».
Intanto si è chiesta una commissione di inchiesta. Che ne pensa?
«Penso che non abbia senso. La commissione si istituisce quando siamo in presenza di reati o ci sono aspetti di illegittimità. Cosa che non si evince in questo caso e dalla puntuale risposta degli uffici».
C’è poi la questione dirigenti. Non siete stati capaci di fare la turnazione. Perché?
«Voglio premettere, come ho già detto, che il nostro comune negli anni ha fatto sforzi di contenimento della spesa del personale, passando in 5 anni da 182 a 167 dipendenti Ciononostante i servizi offerti dalla macchina comunale sono rimasti validi e ciò si deve al senso d abnegazione dei dipendenti e dei dirigenti. Venendo alla rotazione ribadisco che a livello di principio è giusta. C’è però, per i comuni come il nostro, una difficoltà oggettiva derivante dalla specificità delle professionalità richieste. Inoltre, in base alla legge 190, i comuni dovranno valutare la turnazione dei funzionari nei settori più delicati, dotarsi di un regolamento entro il 31 gennaio 2014».
Ma voi fino ad oggi non avete fatto nulla
«Non è vero. Abbiamo avviato un processo di verifica e valutazione rispetto all’organizazione della macchina comunale. Abbiamo chiuso il lavoro sulle performance e gli obiettiviche (il piano è stato approvato il 6 novembre) ci consentirà di individuare obiettivi più chiari quindi più verificabili per valutare i dirigenti. E’ vero, siamo a 5-6 mesi dalla scadenza della legislatura, sarà difficile poter partire adesso.Ma questo è un lavoro fatto che chi verrà si troverà pronto. Uno dei problemi che avevamo, legato all’accavallarsi di normative, era il ritardo per l’approvazione di delibere e determine».
Come l’avete risolto?
«Abbiamo istituito un gruppo di lavoro col segretario generale e dirigenti amministrativi per una valutazione preventiva degli atti».
Questione risorse. Ancora soldi da restituire allo Stato e investimenti al palo. No?
«Intanto voglio ricordare che a differenza di altri comuni i cittadini di Cecina non pagano a dicembre la mini Imu sulla prima casa. Inoltre non abbiamo toccato i servizi a domanda individuale, mense, trasporti, scuola di musica e di teatro. Non abbiamo aumentato l’addizionale Irpef. Voglio sottolineare un dato importante: nel 2009 avevamo 6 milioni di trasferimenti, nel bilancio 2013 con l’assestamento votato venerdì il Comune deve 3,1 milioi al Fondo di Solidarietà. Avevamo previsto un taglio di 300mila euro, poi si è verificato un ulteriore taglio lineare di 845mila euro. La differenza l’abbiamo dovuta cercare tra i capitoli di spesa, ma lo ripeto ancora un a volta: non abbiamo toccato i servizi».(a.r.)
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