Sicurezza
Tutti i randagi della costa stipati in un solo canile
La Regione ha revocato il finanziamento per la struttura prevista a Riparbella Donati: «Abbiamo le mani legate, non potevamo sostenere la spesa necessaria»
ROSIGNANO. Revocato il finanziamento da mezzo milione di euro accordato nel 2005 dalla Regione Toscana resta un solo canile dove trovano ricovero i randagi di tutta la Bassa val di Cecina. Solo quattro anni fa, nel 2009, le strutture accreditate nel territorio erano cinque. Oggi, di questa cinquina rimane solo l’Oasi del cane e del gatto. Gli animali che non rientrano in questo canile sono destinati a partire per Reggio Emilia. L’assessore Daniele Donati ricostruisce le vicende che hanno portato al fallimento del progetto regionale. «Il primo finanziamento era in conto interessi, quindi avremmo dovuto rendere i soldi a Firenze – dice – poi riuscimmo a trasformarlo in conto capitale. Purtroppo, vista la zona dove doveva nascere il canile (il Giardino a Riparbella, ndr) e i vicoli a cui è soggetta quell’area ci rendemmo conto che i costi sarebbero lievitati fino al milione e mezzo. A quel punto dovevamo cambiare rotta e comunicammo a Firenze l’intenzione di cercare una struttura sul territorio da riqualificare». Intanto, però, scatta il patto di stabilità e l’amministrazione non può acquisire nuovi immobili. E poi, i canili sul territorio non hanno requisiti adeguati e i costi di riqualificazione lieviterebbero su cifre importanti. In sintesi, muore il progetto partito con l’idea del canile comprensoriale nel 2005. Sono solo trenta i posti disponibili per i randagi in Bassa val di Cecina, all’Oasi del cane e del gatto. «Per fortuna in un anno e mezzo siamo riusciti a far adottare 80 cani – dice Francesca Fiori dell’associazione “Mici felici” che gestisce il canili – però solo per quelli entrati dal gennaio del 2013 percepiamo due euro al giorno». A questo si aggiunge il contributo mensile da parte del Comune di 1.500 euro ("ma ne paghiamo 1.250 di affitto"). Gli altri animali, invece, viaggiano verso “La valle del Re” a Reggio Emilia che da quando ha vinto il bando comunale ha ricevuto circa cinquanta cani dalla Bassa val di Cecina e, da quanto si apprende, ne avrebbe dati in adozione pochissimi. In un anno la vittoria della gara pubblica gli frutta migliaia di euro. «Per fortuna – dice Donati – dal 2005 ad oggi, da quando la Regione affidò il contributo il fenomeno del randagismo si è molto attenuato anche grazie ad una campagna a tappeto per l’installazione dei chip». Fino a pochi anni fa c’erano molte più strutture sul territorio che, in pratica, vivevano grazie alla convenzioni con i Comuni. «Ma in troppi tendevano a tenersi gli animali – dice Fiori – perché erano fonte di certa di contributi. E alla fine, i cani arrivano e morivano dentro a questi canili».
RIno Bucci
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