Sicurezza
Bando musicale, atti spediti in procura
La giunta: «Tutto corretto, ma è opportuna una valutazione dei magistrati». Villani chiede la commissione d’inchiesta
CECINA. «Affido al sindaco, a cui ribadisco la mia fiducia, la possibilità di assumere decisioni in merito a tale bando». Samuele Di Lascio chiude così una parentesi politica, ma ne apre un’altra: sul bando per la gestione degli spettacoli la palla, adesso, è in mano a Benedetti. Ma la notizia, che trapela ai margini di un’accesa seduta del consiglio comunale, è un altra: il sindaco ha chiesto di inviare alla Procura della Repubblica di Livorno gli atti e la documentazione del bando di gara. Pur ribadendo la convinzione della correttezza dell’operato degli uffici e della commissione valutatrice delle offerte, l’amministrazione vuole - con la scelta di inviare gli atti alla Procura - sgombrare il campo ad ombre e dubbi. Questo dopo che sul caso si è levato il fuoco incrociato del consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Villani prima e del consigliere Pd Samuele di Lascio poi.
Ieri in’aula si è discussa l’interrogazione presentata proprio da Di Lascio. Prima, però, Villani aveva chiesto di trasformare l’interrogazione di Di Lascio in una mozione urgente recependo il dispositivo al punto 5 in cui si chiedeva al sindaco di istituire una commissione d’inchiesta. Il consigliere del Pd con delega (sospesa) alle politiche giovanili ha però ribadito la volontà di andare avanti con l’interrogazione. Che così è stata discussa. Diversi i punti del bando di gara su cui Di Lascio ha sollecitato chiarimenti al sindaco (ieri assente per motivi familiari e sostituito dal vice sindaco Antonio Garigali). Dal rispetto dell’art.3 del capitolato d’appalto, alla mancata previsione nel bando del subappalto, l’art. 8 che prevedeva 350 posti in platea ma che in 4 concerti su 6 la capienza è stata inferiore. Chiarezza sul forfait di uno spettacolo di monaci tibetani sostituito con un altro e motivato col mancato visto per i suddetti monaci (quando - ha detto Di Lascio - la stessa compagnia si trovava in realtà a Pomaia e si era esibita pochi giorni prima a Rosignano). E poi chiarimenti sul “mancato protocollo di certi atti” e su 2 spettacoli che hanno sforato il limte orario di mezzanotte (finendo alle 2).
A Di Lascio ha risposto Garigali che, nel ribadire come il budget per la stagione dei concerti (affidata all’ati Arci Bassa Val di Cecina e Music Pool) sia diminuito di 15mila euro l’anno, ha però ricordato come ci siano stati 6 concerti a pagamento, 11 di gruppi giovanili, (complessivamente 4 in più del 2012) 1970 spettatori al 30 agosto. Numeri ritenuti buoni per una stagione conclusa ieri, recuperando il mancato concerto di Dimartino coi Note Noir Quartet. Garigali ha poi sottolineato come le professionalità richieste dall’art.3 del capitolato “siano presenti tra quelle comunicate dal gestore” che ha “comprovato l’esperienza delle stesse”. Sui 350 posti ha aggiunto che “le sedute erano quelle previste dal capitolato, in parte raggruppate per gli spettacoli di minor richiamo” e che il budget per la musica giovanile è fissato dal capitolato al 20% ma solo per gli anni 2014 e 2015 in quanto nel 2013 il Premio Fisoni era stato realizzato dal precedente gestore”. Sulla sforamento dei limiti orari il vice sindaco ha detto che non risultano segnalazioni all’ufficio nè rilevazioni della polizia municipale. Quanto allo spettacolo dei monaci Garigali ha spiegato che quello tenuto a Rosignano il 31 agosto non era lo stesso proposto nell’offerta (spiegazione contestata da Di Lascio che ha riportato una nota dell’istituto di Pomaia dove la compagnia era ospite). Alla fine Di Lascio si è detto parzialmente soddisfatto delle risposte ma ha chiesto a Benedetti di non lasciare cadere la cosa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
