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Progetti mai attuati e laboratori fermi Flop Villa Celestina

Progetti mai attuati e laboratori fermi Flop Villa Celestina

CASTIGLIONCELLO. Una convenzione scaduta, i microscopi coperti, i computer ammassati. Anche questa è villa Celestina. A fronte di un finanziamento da un milione di euro accordato nel 2002 dal...

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CASTIGLIONCELLO. Una convenzione scaduta, i microscopi coperti, i computer ammassati. Anche questa è villa Celestina. A fronte di un finanziamento da un milione di euro accordato nel 2002 dal Ministero dell’Ambiente (il titolare era Altero Matteoli) quel «laboratorio per la ricerca in tema di biologia ed ecologia» ha subìto una repentina frenata, ammesso che abbia mai funzionato in pieno. Solo l’anno prima, nell’ottobre 2001, venne sottoscritto un protocollo d’intesa che disciplinava i rapporti tra il Comune e l’Università di Pisa . Ci sono voluti sette anni, fino al 2008, per arrivare all’inaugurazione di villa Celestina. Poco prima, nel dicembre 2007, si pensò alla stipula della convenzione tra il Comune e l’Università (quella scaduta a dicembre 2012) Cosa prevedeva questo documento? Disciplina l’uso dell’immobile e la ripartizione dei costi delle utenze (55% a carico dell’Università e il 45 del Comune). Va precisato che villa Celestina è di proprietà del Demanio ma che dal 1998 «per la durata di 19 anni» il Comune ne è locatario a seguito di un contratto da 54mila euro l’anno. Torniamo al documento: con l’articolo 2 all’Università venivano destinati i locali al seminterrato, al primo e al secondo piano per una superficie di 661,92 mq. In queste stanze, dopo due anni dalla stipula della convenzione sono stati piazzati i microscopi. Sempre l’articolo 2 destinava i locali al piano rialzato (271,35 mq) al Centro educazione ambientale gestito dal Comune. All’articolo 5, invece, si prevedeva che l’Università istituisse «un punto di accoglienza per gli studenti» rosignanesi. Secondo il sito dell’Università, oggi, questo punto si trova all’informagiovani di Solvay. «Abbiamo sollecitato in varie occasioni l’Università – dice il sindaco Alessandro Franchi - anche con lettere per il rinnovo della convenzione. La villa poteva essere utilizzata anche senza il rinnovo con il tacito accordo». Non era dello stesso avviso il responsabile per l’Università della villa, il professor Castelli che ha sostenuto che l’immobile non fosse stato usato «per evidenti questioni di sicurezza, perché nel caso fosse accaduto qualcosa gli studenti non sarebbero stati coperti da assicurazione». E poi, ha rilanciato dicendo di voler far «diventare il laboratorio un punto di riferimento per lo studio della biologia marina». Però, contattato ieri non ha spiegato perché l’Università abbia lasciato scadere la convenzione e, di fatto, precluso l’accesso ai suoi stessi studenti. A questa domanda prova a rispondere Franchi: «Il protocollo è del 2001 – dice – un periodo in cui le Università volevano radicarsi sul territorio. A dodici anni di distanza le risorse si sono ridotte e forse quello che era un progetto ambizioso oggi potrebbe essere ridimensionato». Quando, però, al sindaco si chiede cosa possa fare il Comune per rilanciare progetto, lo stesso precisa che «villa Celestina è del Demanio. L’amministrazione ha l’interesse che questa struttura sia utilizzata in pieno; ci accordiamo del sottoutilizzo da parte dell’Università ma non possiamo far altro che dirlo».

Rino Bucci

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