Il dolore
Bibbona, niente Imu sulla prima casa e su quella dei figli
Annullata dal consiglio comunale la seconda rata Aumenta invece l’aliquota sulle altre seconde abitazioni
BIBBONA. Novità per quanto riguarda l’Imu, la tassa sulla casa, a Bibbona. E’ stato votato nel consiglio comunale di lunedì l’annullamento della seconda rata (a 0,76% era fissata l’aliquota totale) sugli ex comodati d’uso gratuito ai parenti (in linea retta entro il primo grado, così come previsto dall’art. 2 bis del dl 102/2013, convertito e modificato dalla legge 124/2013). Per capirci, sulle seconde case di genitori dove abita il figlio, per esempio. E’ stata invece aumentata la tariffa sulle seconde case, che passa così da 1,04 a 1,06.
Nei giorni scorsi il governo centrale ha abolito anche la seconda rata sulla prima casa, terreni agricoli e fabbricati rurali. Bibbona, con questa ulteriore modifica, si attesta tra i pochissimi comuni italiani a compiere la diversificazione per l’assimilazione all’abitazione principale dell’unità immobiliare data in comodato gratuito ai parenti.
Nel dettaglio. «La modifica – spiega Luciana Saggini, responsabile area servizi finanziari - opera solo per la seconda rata Imu 2013, non si applica alle unità immobiliari classificate nelle categorie catastali A-1, A-8 e A-9 (abitazioni di lusso). L’uso gratuito deve riguardare solo parenti in linea retta entro il primo grado (padre-figlio) che le utilizzano come abitazione principale; in caso di più unità immobiliari, concesse in comodato dal medesimo soggetto passivo dell’imposta, l’equiparazione all’abitazione principale può essere applicata a una sola unità immobiliare e il contribuente è tenuto a presentare dichiarazione al Comune».
Motivazioni e termini. «E’ una risposta a livello politico ai nostri cittadini – aggiunge Massimo Fedeli, assessore al bilancio - un aiuto in un momento di difficoltà generale. Il mancato incasso di questa aliquota porterà un meno 45mila euro circa in bilancio che però sarà compensato dalle maggiori entrate con le aliquote modificate sulle seconde case. I cittadini interessati potranno presentare richiesta, su apposita modulistica, entro il 30 giugno».
Dati Imu 2012-2013. Per quanto riguarda il gettito Imu del Comune di Bibbona l’incasso per l’anno 2012 era pari a 2.249.406 euro mentre la previsione, per l’anno in chiusura, si attesta attorno ai 2.890.000 euro. Salvo le modifiche in relazione al provvedimento appena adottato dal Governo. «Nell’anno 2012 – aggiunge Saggini - allo Stato spettava il gettito Imu all’aliquota del 3,8 per mille su tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, e dai fabbricati rurali; per l’anno 2013 invece allo Stato spetta il gettito Imu all’aliquota del 7,6 per mille su tutti i fabbricati di categoria D. Infine con la legge di stabilità per il 2013 (L.228/2012) è stata prevista la creazione del Fondo di solidarietà comunale, alimentato con una parte del gettito Imu di competenza dei comuni da ripartire secondo le modalità previste con successivo decreto, a favore dei comuni che con il nuovo sistema di prelievo perdono risorse rispetto al 2012».
Cosa versa il Comune allo Stato. Secondo i dati pubblicati sul sito del Mef Finanza locale, il Comune di Bibbona per l’anno 2013 deve cedere una quota pari a 710.626 euro relativa all’Imu 2013. Inoltre è prevista un’altra quota pari a 256.982,34 euro che verrà comunque trattenuta in quanto il gettito Imu stimato risulta superiore alle risorse di riferimento calcolate dal Ministero dell’interno (stime sulle quali il comune non ha possibilità di intervenire). «Tali risorse – conclude Saggini - verranno automaticamente trattenute dall’Agenzia delle entrate in sede di versamento della rata a saldo Imu 2013. La differenza di gettito verrà compensata in parte dall’aumento dell’aliquota ordinaria ed in parte dal ristoro da parte dello Stato delle quote di Imu relative alle fattispecie abolite».
Divina Vitale
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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