Attenzione
Il centro fantasma emblema dello spreco
Biologia marina: spesi 2,6 milioni, restano un acquario vuoto, computer e microscopi nei cellophane, laboratori mai usati
CASTIGLIONCELLO. A oltre tre anni dall’insediamento del centro di Biologia Marina dell'Università di Pisa, il laboratorio di villa Celestina appare un locale inutilizzato. Quasi dimenticato. Il piano seminterrato dell’edificio simbolo di Castiglioncello, con una delle viste più belle dalla pineta Marradi, non è certo utilizzato come i cittadini si aspetterebbero. Una struttura che, tranne su autorizzazione o in occasione di convegni e conferenze, è chiusa al pubblico.
Per capire quanto le potenzialità dell’edificio siano poco sfruttate basta dare un’occhiata agli spazi riservati ai laboratori, quelli appunto che si trovano nei seminterrati: mucchi di microscopi abbandonati sui tavoli da lavoro con i relativi cappucci bianchi a ripararli dalla polvere. Non solo: computer ammassati su altri tavoli, con hardware e video abbandonati uno sull’altro. E quello che sembrerebbe essere un acquario lasciato vuoto e sporco. Attorno tra scrivanie e sedie blu, qualche chiazza di umido e crepe in qua e là. Tutto apparentemente abbandonato, sospeso nel tempo.
E pensare che per il restauro dell'intero immobile, inaugurato nel maggio del 2008, furono spesi 2 milioni e 590 mila euro divisi tra ministero, Comune e Università di Pisa. Un restauro che fu presentato in pompa magna, soprattutto perché collegato allo “sbarco” dell’ateneo pisano sulla costa castiglioncellese che poteva rappresentare, come allora fecero notare in molti, una possibilità lavorativa e di promozione non indifferente per la zona. Peccato che quei laboratori, almeno ad oggi, appaiano quasi intonsi. O comunque utilizzati solo sporadicamente.
La proprietà di villa Celestina, costruita nel 1919, è del Demanio dello Stato, ma l'utilizzo del laboratorio prevede una convenzione tra l'amministrazione comunale e l'Università di Pisa. Convenzione che - ci dicono entrambe i soggetti - è scaduta lo scorso dicembre. Da quasi un anno quindi le attività universitarie di Castiglioncello hanno subito uno stop forzato. L’ennesima beffa, quindi, per i cittadini residenti a Castiglioncello, che battagliarono fino all'ultimo affinché villa Celestina venisse restaurata per tornare agli antichi splendori.
Negli anni '70 infatti, dove ora vige l'abbandono e il silenzio, interrotto da qualche eco delle conferenze che saltuariamente si tengono al primo piano, vi era una sala discoteca, centro della vita mondana di Castiglioncello. E molti castiglioncellesi avrebbero voluto che le sale di villa Celestina fossero tornate ad ospitare quelle sale da destinare al divertimento, piuttosto che locali da dare all’Università che di certo non sarebbero stati fruibili dai cittadini comuni. E in verità, almeno a guardare adesso quelle stanze destinate alla ricerca, sembra che siano state adoperate assai poco. Eppure di investimenti per acquistare computer, microscopi e macchinari scientifici devono esserne stati fatti molti.
I motivi che sembrano aver causato questa fase di stallo nell’attività universitaria della villa non sono chiari, evidentemente alla base vi sono delle incomprensioni tra i soggetti co-gestori dell’edificio.
L'assessore Margherita Pia ha fatto sapere che dopo sollecitazioni e lettere da parte dell'amministrazione, il prossimo 5 dicembre si incontrerà con l'Università di Pisa «per fare il punto della situazione e far firmare loro nuovamente la convenzione, laddove ci siano le condizioni per proseguirla nel rispetto delle relative esigenze. Tuttavia – prosegue - il fatto che la convenzione fosse scaduta da un anno non precludeva, né limitava loro la possibilità di utilizzare la parte di propria competenza. Essendo un luogo dove si svolge la ricerca, il Comune avrebbe piacere a saperlo utilizzato».
Elisa Pastore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
