Sicurezza
Il centro di biologia marina, emblema dello spreco
Castiglioncello, il centro di biologia marina a villa Celestina appare inutilizzato: computer e microscopi ammassati dui tavoli, laboratori intonsi - COMMENTA
CASTIGLIONCELLO. Computer ammassati, microspoci inutilizzati. Il tutto immerso nel silenzio. Il centro di Biologia Marina dell'Università di Pisa appare un locale inutilizzato. Quasi dimenticato. Il piano seminterrato dell’edificio simbolo di Castiglioncello, con una delle viste più belle dalla pineta Marradi, non è certo utilizzato come i cittadini si aspetterebbero. Per capire quanto le potenzialità dell’edificio siano poco sfruttate basta dare un’occhiata agli spazi riservati ai laboratori, quelli appunto che si trovano nei seminterrati: mucchi di microscopi abbandonati sui tavoli da lavoro con i relativi cappucci bianchi a ripararli dalla polvere. Non solo: computer ammassati su altri tavoli, con hardware e video abbandonati uno sull’altro. E quello che sembrerebbe essere un acquario lasciato vuoto e sporco. Attorno tra scrivanie e sedie blu, qualche chiazza di umido e crepe in qua e là. Tutto apparentemente abbandonato, sospeso nel tempo.
E pensare che per il restauro dell'intero immobile, inaugurato nel maggio del 2008, furono spesi 2 milioni e 590 mila euro divisi tra ministero, Comune e Università di Pisa. Un restauro che fu presentato in pompa magna, soprattutto perché collegato allo “sbarco” dell’ateneo pisano sulla costa castiglioncellese che poteva rappresentare, come allora fecero notare in molti, una possibilità lavorativa e di promozione non indifferente per la zona. Peccato che quei laboratori, almeno ad oggi, appaiano quasi intonsi. O comunque utilizzati solo sporadicamente.
I motivi che sembrano aver causato questa fase di stallo nell’attività universitaria della villa non sono chiari, evidentemente alla base vi sono delle incomprensioni tra i soggetti co-gestori dell’edificio.
L'assessore Margherita Pia ha fatto sapere che dopo sollecitazioni e lettere da parte dell'amministrazione, il prossimo 5 dicembre si incontrerà con l'Università di Pisa «per fare il punto della situazione e far firmare loro nuovamente la convenzione, laddove ci siano le condizioni per proseguirla nel rispetto delle relative esigenze. Tuttavia – prosegue - il fatto che la convenzione fosse scaduta da un anno non precludeva, né limitava loro la possibilità di utilizzare la parte di propria competenza. Essendo un luogo dove si svolge la ricerca, il Comune avrebbe piacere a saperlo utilizzato».
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