Gioco
Nuovo canile, lavori mai avviati la Regione revoca 500mila euro
Tira e molla con il Comune di Rosignano, capofila del progetto per una struttura per la Val di Cecina L’ente regionale ha chiesto più volte spiegazioni sull’intervento, e ora vuole indietro il finanziamento
ROSIGNANO. Tira e molla la Regione si è ripresa i tutti soldi che avrebbero dovuto servire per realizzare il canile comprensoriale in Bassa val di Cecina. Una decisione che decreta la fine di un progetto a lungo pubblicizzato e apre il problema della gestione del randagismo. Quei soldi sono rimasti fermi nelle casse del Comune di Riparbella per otto anni. Erano, infatti, gli ultimi giorni del 2005 quando l’allora giunta Martini decise di destinare il contributo da mezzo milione di euro (511.713,97 euro) per la costruzione di una struttura capace di ospitare fino a duecento cani.
La gestione. Tra i dieci Comuni della Bassa val di Cecina venne sottoscritto un protocollo d’intesa dove si individuava il Comune di Rosignano come capofila del progetto e si stabiliva di realizzare il mega canile a Riparbella, in località Giardino. Che avrebbe dovuto anche ospitare una palazzina per i veterinari nel bosco dell’area demaniale concessa dal settore agricoltura della Regione. Venne addirittura approvata l’apertura di “un ufficio comune” sempre a Riparbella che avrebbe dovuto prendere in carico tutte le pratiche degli animali in entrata. Insomma, un progetto futuristico, impresso persino in un depliant stampato dalla Regione Toscana e a cui l’Enpa promise un contributo da 320mila euro e la garanzia dell’istituzione del servizio veterinario h24. Mai realizzato.
Il canile gemello. La storia del canile della Bassa val di Cecina va a braccetto con quello che sarebbe dovuto sorgere all’Elba. Infatti, la Regione con lo stesso provvedimento si impegnò ad erogare 511mila euro al Comune di Riparbella e 135mila euro alla Comunità elbana. Sia nel nostro territorio che in quello isolano i cani randagi hanno dovuto aspettare invano. Ma se in Bassa val di Cecina la richiesta di restituzione dei fondi è arrivata da poco (il decreto dirigenziale risale all’inizio di novembre) all’Elba ha battuto cassa nel marzo scorso.
Addio al progetto. E da quel momento, visto che il finanziamento dell’Elba era contestuale a quello in Bassa val di Cecina si è cominciato ad interrogarsi sulle sorti del canile comprensoriale al Giardino. Che ha avuto il de profundis da Firenze otto mesi dopo rispetto a quello isolano. Nel giugno scorso, l’assessore Danile Donati non aveva del tutto abbandonato la speranza realizzare una struttura ma non più a Riparbella: «Il costo sarebbe stato troppo impegnativo – di aveva detto Donati – Sarebbe meglio riqualificare a buon prezzo un canile già presente sul territorio». L’idea alternativa. Infatti, all’interno del Comune di Rosignano (capofila) si era iniziato a cercare di lavorare per risistemare un canile già esistente con una parte dei soldi arrivati otto anni fa dalla Regione. Anche per questo motivo c’erano stati nei mesi scorsi alcuni contatti per convincere gli uffici fiorentini. Non è servito a nulla.
La fine. La giunta regionale con una deliberazione aveva imposto ai Comuni un ultimatum: presentare la riprogrammazione dei progetti dei canili entro il 15 settembre 2012. Come se non bastasse nel marzo scorso la Regione aveva chiesto ai sindaci di Rosignano e Riparbella tutta la documentazione «attestante il progetto del canile». Tre settimane dopo (il 4 aprile 2013) il Comune di Rosignano aveva informato di «trattative di acquisto di canile posto a Cecina a fine di destinarlo a canile comprensoriale». Come aveva spiegato Donati. Peccato, però, che ormai fosse passato troppo tempo (otto anni dal finanziamento) e che «non sono pervenute al settore comunicazioni e alcuna documentazione attestanti l’effettivo compimento delle operazioni di acquisto della suddetta proprietà e la realizzazione di opere per l’ottenimento dell’accreditamento della struttura». Il Comune di Riparbella, dove è stato accreditato il finanziamento, avrà 60 giorni per restituire il mezzo milione di euro a Firenze. La Regione ha ritenuto di non procedere «al recupero degli interessi» sulle somme erogate.
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