Il Tirreno

Adesioni in massa allo sciopero della Ctt

di Rino Bucci
Adesioni in massa allo sciopero della Ctt

Gli autisti protestano per i tagli agli stipendi: disagi per studenti e pendolari. Il 5 dicembre nuova mobilitazione

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CECINA. Autobus fermi per l’intera mattinata e disagi in tutta la Bassa val di Cecina, dalla costa fino alle colline. Lo sciopero indetto dai rappresentanti sindacali (Cgil e Faisa) del Ctt ha messo in difficoltà l’utenza; studenti, pendolari, lavoratori che avrebbero dovuto prendere il pullman sono rimasti a piedi. Anche perché quasi tutti gli autisti hanno deciso di incrociare le braccia dalle 9.30 alle 12. I sindacalisti parlano di un’adesione massiccia, «pari al novanta per cento».

Lo sciopero di ieri è il culmine di uno stato di agitazione che va avanti da diverse settimane. Da quando i vertici del Consorzio toscano trasporti (che ha inglobato Atl Livorno, Cpt Pisa e Clap Lucca) hanno deciso di applicare un contratto integrativo senza discuterlo con i sindacati. Un contratto che, a conti fatti, va a snellire la busta paga di 200-300 euro.

Tagli. E proprio nell’assemblea di ieri, nei locali della Camera del Lavoro, gli autisti hanno parlato dello stipendio arrivato in questi giorni. Il primo dall’applicazione del nuovo integrativo e che come conferma Diego Scambia, sindacalista Cgil, restituisce tagli «che vanno, in media, dai 200 ai 300 euro». I lavoratori contestano all’azienda la scelta di applicare unilateralmente ai dipendenti ex Atl (Livorno) e Cpt (Pisa) l’integrativo meno generoso, che era nelle buste dei colleghi di Lucca (ex Clap). Ed infatti, lo sciopero di ieri è stato organizzato nelle sole provincie di Pisa e Livorno dove gli autisti godevano del contratto più vantaggioso. Come detto, il braccio di ferro va avanti da tempo, da quando la trattativa con l’azienda si è fermata. E da quel momento ad oggi ci sono stati vari step: l’avvio dello stato di agitazione, l’incontro fallimentare tra i vertici del Ctt e i sindacalisti, un altro faccia a faccia davanti a prefetto di Pisa e, infine, lo sciopero.

Ugl fuori dalla bagarre. L’astensione dal lavoro di ieri è stata indetta dalla Cgil e dalla Faisa mentre la Uil e la Cisl, pur condividendo la protesta, hanno deciso di intraprendere un percorso che abbia un respiro di carattere regionale. C’è anche chi, come gli iscritti Ugl, si è tirato fuori dalla bagarre.

«Per quanto ci riguarda – dice David Macelloni dell’Ugl – non accettiamo che venga a mancare neanche un euro nelle buste di lavoratori che più volte hanno fatto dei sacrifici. Prima di toccare gli stipendi degli autisti crediamo che la Ctt debba lavorare sugli sprechi, sull’evasione dei biglietti da parte dei viaggiatori e su scelte discutibili come quella di mandare i pullman in manutenzione fuori dallo stabilimento. E poi – dicono i sindacalisti – non abbiamo aderito alla protesta perché è stata indetta dagli stessi sindacati che a Genova hanno siglato un accordo, di notte, prendendosi gioco dei lavoratori».

Altro sciopero. Sulle agende degli autisti c’è un’altra data: 5 dicembre. Per quel giorno è previsto uno sciopero generale (indetto questa volta unitariamente da Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl) che avrà carattere regionale. Stavolta i lavoratori del trasporto protesteranno in forma unitaria non solo per i tagli sui contratti, come nel caso del Ctt, ma anche per le condizioni in cui lavorano. Per i mezzi che, in media, superano abbondantemente i dieci anni di vita e il milione di chilometri percorsi, per le revisioni calibrate col contagocce e un’offerta all’utenza sempre più ridotta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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