Il Tirreno

L’alluvione in Sardegna? «Ci saranno altri fenomeni»

L’alluvione in Sardegna? «Ci saranno altri fenomeni»

L’allarme del fisico Albertini al Forum della Toscana: «Colpa dell’effetto serra» La manifestazione chiusa da Vannino Chiti che ha parlato di Europa e crisi

2 MINUTI DI LETTURA





CECINA. Arriva ieri mattina al Forum Toscana il fisico nucleare del Cnr Valerio Albertini e gela l'assemblea dei partecipanti all'incontro: «La catastrofe in Sardegna non è un fenomeno unico. Altre ne succederanno dello stesso tipo. Non sappiamo dove e quando ma bisogna prepararsi perché la scienza ce lo dice: l'effetto serra sta producendo nel mondo e quindi anche nel Mediterraneo simili eventi". Un intervento tanto appassionato quanto privo di facili illusioni quello del professore di fisica.

Taglio più da attore che da scienziato, fisionomia accattivante, Albertini si è presentato al convegno accompagnato dall'attrice cecinese Augusta Bargilli ed ha sciorinato una serie di dati che inducono a prefigurare impegni di lungo corso per difendersi da quello che si prefigura un futuro denso di insidie sul piano climatico. «Invito gli studenti presenti stamattina - si è rivolto così lo studioso ai ragazzi del Cattaneo - a pensare al loro futuro di studio e di impegno anche verso quelle università che preparano alla difesa dai disastri naturali di tipo climatico». Il ritardo da parte dei grandi consumatori di idrocarburi dell'applicazione del protocollo di Kioto aggrava la situazione, mentre l'Italia è uno dei pochi Paesi ad aver corrisposto all'abbattimento previsto. "Siamo i primi al mondo nella produzione dell'energia pulita col fotovoltaico, ed è l'unica vero provvedimento che nel tempo può attenuare i gravi rischi che l'umanità si trova a correre".

Dopo di lui in una sapiente gestione degli incontri la conduttrice del Forum Vania Partilora ha presentato l'economista Paolo Onofri , segretario generale di Prometeia, già consulente per il Tesoro, che sui problemi della fuoriuscita dalla crisi ha anche lui indicato non una via facile e di breve corso.

«Come dobbiamo difendere il benessere finora conquistato? Non con le ricette che funzionavano fino al 2007, - ha precisato - con la crisi globale dal 2008 siamo entrati in un fase del tutto inedita e dobbiamo attrezzarci di fronte alla crescita esponenziale delle esportazioni da parte dei paesi emergenti». Di fronte ai detrattori dell'euro ha peraltro formulato l'ipotesi di conseguenze gravissime in caso di uscita ed ha così aperto la strada al senatore Vannino Chiti, che presiede la commissione dell'Unione europea al senato. Il quale ha tratteggiato le strategie che si impongono a breve per un'Europa che voglia non solo governare la crisi economica, ma anche dotarsi degli strumenti per la difesa e la politica estera.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web