Il Tirreno

Tre milioni di beni per aste o permute

di Alessandra Bernardeschi
Tre milioni di beni per aste o permute

Il Comune possiede terreni, case, palestre, musei e anche una chiesa. valore 100 milioni. Ora punta a far cassa

3 MINUTI DI LETTURA





ROSIGNANO. Supera i tre milioni di euro, tra fabbricati e terreni, il patrimonio disponibile che il comune di Rosignano potrebbe valorizzare e alienare per fare cassa. In particolare 2 milioni e 875mila euro è il valore dei fabbricati, mentre 147mila euro quello dei terreni. In realtà la lista degli immobili di cui il comune è proprietario è lunga: fondi commerciali, palestre e aree feste dislocate in tutte le frazioni, centri, come quello nautico a Vada, scuole, ville come Mirabella a Gabbro, Pertusati e quella dei Poggetti a Rosignano Marittimo, sedi comunali, ambulatori, cimiteri, la discarica di Scapigliato, musei e perfino una chiesa, quella di Sant’Ilario al castello di Rosignano Marittimo. Un patrimonio stimato attorno ai 50milioni di euro, per i beni demaniali, che non possono essere venduti, e poco più di 49milioni di euro per i beni classificati come “indisponibili”.

Demaniali e indisponibili sono le due parole chiave: indicano che immobili e terreni non possono essere venduti. Salvo che, negli anni, non perdano la loro funzione. Come spiega la dottoressa Lorena Silvestri, dirigente del settore promozione del territorio e impresa, i beni del comune sono di tre tipi: demaniali, indisponibili e disponibili. Demaniali o indisponibili sono, ad esempio le scuole, i musei, i parchi comunali, i cimiteri, le strade, i terreni dove passano le fognature, ma anche alcune ville, Pertusati o i Poggetti, il Castello Pasquini, musei ma anche sedi comunali occupate ancora da uffici (esempio in via dei Lavoratori a Rosignano Marittimo), impianti sportivi, palestre, aree feste e via dicendo. Il valore complessivo tra beni demaniali e quelli indisponibili, si aggira attorno ai 100 milioni di euro. Liberi da vincoli, invece, beni immobili e terreni per tre milioni di euro; beni dunque, che potrebbero, volendo, finire all’asta per rimpinguare le casse comunali. Se non fosse che, ultimamente, le aste sono andate pressoché deserte: esempi non mancano: l’edificio in via del Popolo ex biblioteca comunale, il cui valore da oltre un milione di euro è sceso a 850 mila euro, o il fondo in via Fucini a Castiglioncello (valore poco meno di 300mila euro) la cui asta è andata addirittura deserta. Scrutando la lista dei beni è possibile vedere che il comune possiede 26 fondi commerciali (tanto per fare un esempio, 3 fondi a palazzo Vestrini a Rosignano Marittimo soggetti a vincolo, 2 fondi in via del Castello, 3 fondi in via dei Lavoratori, un fondo sul lungomare a Caletta, 3 fondi in piazza della Repubblica che nascono però su terreno delle Ferrovie, un fondo al palazzo Aldebaran); ma anche un punto ristoro al Fortullino piuttosto che il bar ristorante Il Lillatro o quello dei Pungenti, circoli ricreativi, bocciofili, magazzini, centri civici, sedi comunali, alloggi destinati all’edilizia residenziale.

Ogni anno “in occasione del bilancio – dice il sindaco Alessandro Franchi – eseguiamo una verifica puntuale sui beni che riteniamo strategici per il comune e la collettività oppure quelli che riteniamo possano essere valorizzati e alienati”. Tra questi è finito il grande fondo posto nel palazzo Galleria a Rosignano Solvay (circa 200mila euro), l’ex biblioteca comunale di via del Popolo, il fondo in via Fucini, l’ex ristorante Capannina (unica asta, dopo diversi ribassi, andata a buon fine) e, sempre all’asta, andrà l’ex sede della pubblica assistenza in via della Repubblica una volta tolto il vincolo sanitario. “Il problema è noto – commenta Franchi – le aste vanno deserte e i prezzi finiscono per scendere perché l’edilizia è in stallo e non c’è mercato. Nel frattempo abbiamo agito sugli affitti passivi (prossimo è il trasferimento dell’Ufficio tributi), razionalizzando alcuni servizi”. Intanto però il comune è alla ricerca di oltre due milioni di euro da versare allo Stato: “ se la situazione finanziaria dei comuni continua di questo passo alla presentazione del bilancio 2014 dobbiamo scegliere, tra il patrimonio dei beni disponibili, altri immobili da valorizzare ”. Ossia altri beni da mettere all’asta oppure, una strada alla quale gli amministratori stanno pensando, da dare in scomputo per il pagamento di futuri lavori pubblici.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa