La manifestazione
Spacciatore tradito dalle impronte
Alla polizia aveva dato un nome falso ma gli accertamenti lo hanno smascherato
ROSIGNANO. Se l’era cavata con una denuncia a piede libero grazie a uno dei tanti nomi inventati. Poi però la polizia ha controllato le impronte digitali e da quelle è risalita al nome vero. E quel nome era ricercato, sempre per questioni di droga. Così per l’algerino Abdjalil Bouderbela, 30 anni, sono scattati gli arresti e si sono aperte le porte del carcere.
Il nordafricano è stato fermato mercoledì sera dalla polizia al termine di un breve inseguimento. Una volante del commissariato di Rosignano infatti, durante un servizio di pattugliamento a Solvay, ha incrociato due persone sospette in via della Cava. Come l’autopattuglia si è avvicinata, i due sono fuggiti in direzioni opposte. Bouderbela prima di scappare ha aperto un cassonetto e vi ha gettato un involucro. Gli agenti, dopo averlo inseguito e fermato, sono andati a vedere nel cassonetto: l'involucro era un ovulo di plastica contenente 35 grammi di eroina. Addosso, l'algerino aveva anche un bilancino. Tutto è stato sequestrato mentre Bouderbela è stato portato in commissariato. L’altro invece è sparito. Bouderbela non aveva documenti e ha dato un nome fasullo. Ma dagli accertamenti, grazie alle impronte digitali, è emerso il suo vero nome, sul quale pendeva ancora un ordine di custodia cautelare per spaccio. Così l’algerino è stato dichiarato in arresto e condotto in carcere.
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