Il Tirreno

Stop alle assunzioni e tagli alla spesa per 900mila euro

di Andrea Rocchi
Stop alle assunzioni e tagli alla spesa per 900mila euro

Lo Stato chiede il conto dell’Imu per il fondo di solidarietà La giunta al lavoro, Mansani: «Non aumentiamo le tasse»

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CECINA. La manovra d’autunno ci risparmierà aumenti di tasse e in attesa delle novità della service tax, la magra consolazione per i cecinesi è che anche i cosiddetti servizi a domanda individuale (mensa, scuolabus, rette scolastiche) non saranno toccati.

Ma l’amministrazione comunale dovrà andare ben al di là dell’abbattimento e della rinegoziazione di mutui per far quadrare i conti perché questa volta l’operazione non basterà a far risparmiare oltre 900mila euro che lo Stato chiede indietro. Per l’esattezza la cifra che Roma vuole da Cecina come quota Imu 2013 per alimentare il fondo di solidarietà è di 3.364.017 euro a cui vanno detratti 244mila euro di trasferimenti. Risultano 3.119mila euro circa che lo Stato rivendica. Ora, siccome il Comune di Cecina aveva previsto di dover restituire circa 1,9 milioni di euro, se ne deduce che la cifra da dare sarà di 1,1 milioni. A cui vanno detratti ulteriori 300mila euro già stornati in sede di bilancio di previsione.

Resta un gruzzoletto non di poco conto - circa 900mila euro - che l’amministrazione comunale deve scovare e per il quale, in questi giorni, gli uffici sono al lavoro. Si tratta - fa capire l’assessore al bilancio Mansani - di raschiare il barile e di «verificare se, tra le voci di bilancio, ci sono spese che possono ulteriormente essere abbattute». Una cosa ci tiene a dire Mansani: «Non aumenteremo l’imposizione fiscale». Nonostante da Roma si sia tornati alla politica dei tagli lineari, palazzo civico vuole evitare nei limiti del possibile di mettere le mani nelle tasche dei cittadini.

Ecco allora che la manovra che Mansani si appresta a varare entro la fine del mese (sarà approvata dal consiglio comunale del 29 novembre) prevede in sostanza di intervenire su tre leve. La prima è quella dei mutui (il Comune paga ancora ratei e interessi di prestiti accesi negli anni ’60). I primi del mese sono stati estinti contratti per un importo pari a 1.009.787,74 di euro corrispondente a 86 finanziamenti contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. «Lo abbiamo fatto attingendo dall’avanza di amministrazione di 6 milioni e 265mila euro. Ed è una magra consolazione perché questi soldi sono vincolati dal patto di stabilita».

Ora palazzo civico dall’estinzione dei vecchi mutui potrebbe ricavare poco più di 200mila euro. L’altra leva da toccare e quella della spesa. «Stiamo verificando le varie voci di bilancio dove possiamo contenere». Si devono recuperare circa 400 mila euro.

«Purtroppo abbiamo già ridotto all’osso le dotazioni e le spese per il personale». Parco macchine, carburanti, strumenti: tutto è di nuovo sotto la lente dei ragionieri comunali per verificare se si possono fare ancora economie. E dove.

Infine c’è la questione del personale. Benchè la pianta organica di Cecina si sia ulteriormente assottigliata negli ultimi 5 anni nel piano delle assunzioni c’erano comunque delle caselle mancanti.

Ebbene, palazzo civico dovrà rinunciare ad assumere tre persone. Scelta questa che dovrebbe consentire di risparmiare altri soldi spostando l’obiettivo verso quella quota 900mila euro, necessaria per recuperare l’ammontare da girare a Roma. Martedì prossimo il contenuto della manovrà d’autunno sarà portato in commissione ed illustrato ai consiglieri dall’assessore Mansani. Poi il 29 sarà sottoposto all’esame del consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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