Sicurezza
Prenotazioni Cup dai medici di base
I vertici Asl in commissione comunale. Il dg Porfido: «Priorità abbattere le liste di attesa per Tac e risonanze»
Abbattere le code al Cup grazie a sportelli territoriali (nei Comuni, nelle sedi delle associazioni e perfino negli ambulatori dei medici di base) e smaltire le liste di attesa per la diagnostica pesante (Tac e risonanza magnetica) liberando personale attualmente impegnato nel settore delle ecografie, che dovranno essere fatte da tutti i professionisti, a partire dai medici di famiglia.
Questi i due punti nodali, insieme a una revisione del progetto dell’intensità di cure all’interno dell’ospedale di Cecina, che l’Asl ha in mente per la sanità locale. Punti che ha spiegato ieri mattina in commissione sanità il direttore generale dell’azienda sanitaria Eugenio Porfido, che ha partecipato con Antonella Valeri e Carlo Giustarini, rispettivamente direttore amministrativo e sanitario dell’Asl 6, alla quarta commissione consiliare, convocata dal presidente Francesco Bartalesi per discutere dei temi della sanità. All’incontro era presente anche l’assessore al sociale Elena Ciaffone.
Come tagliare le file agli sportelli Cup. Porfido ha ammesso «le forti criticità trovate quando siamo arrivati, forse anche perché questo territorio ha una forte vocazione turistica e quindi c’è l’esigenza di diversificare il servizio a seconda della stagione». Ecco che l’Asl, dopo aver potenziato gli sportelli Cup la scorsa estate, ha in animo di ideare due orari: estivo e invernale, garantendo anche almeno un giorno di apertura settimanale fino alle 20.
Non solo, Porfido ha anche spiegato la necessità di «migliorare l’acceso ai Cup. Va bene la digitalizzazione, ma tra i cittadini ci sono molti anziani che non hanno le conoscenze informatiche». E siccome l’Asl, come ha ribadito il dg, «deve dare risposte a tutti», entro fine anno sarà elaborato un piano per aprire svariati punti Cup su territorio. «Poi dalla primavera 2014 - dice Valeri - ci saranno sportelli per le prenotazioni anche nei Comuni, presso le associazioni di volontariato e anche negli ambulatori dei medici una volta riuniti in Aft (le aggregazioni funzionali territoriali che raggrupperanno i medici di famiglia)».
Ridurre le liste di attesa per Tac e risonanze. Porfido insiste sulla necessità dell’appropriatezza prescrittiva per la diagnostica pesante (e non solo) e spiega che «l’Asl sta lavorando per ridurre i tempi di attesa». Come? Prima di tutto agendo sul settore delle ecografie. «A livello internazionale - dice il dg - il 35% delle ecografie sono inappropriate. Esistono due livelli per questi esami, quello per escludere eventuali malattie e quello per definire il tipo di patologia. Siccome il 35% inappropriato riguarda il primo tipo, vorremmo estendere la pratica ecografica non solo ai radiologi ma ai medici di base». Ecco perché l’Asl si sta confrontando con l’Università di Pisa per avviare a Livorno una scuola di ecografia, per formare i medici di famiglia. «In questo modo - termina Porfido - si liberano professionalità da usare per Tac e risonanza». Il dg annuncia anche l’avvio di un sistema di codici di priorità (in base alla patologia) per le prenotazioni relative ad esami di diagnostica pesante e l’attivazione del servizio recall, ossia il ricontattare i cittadini nel caso di disdette di altri pazienti».
Verso la nuova casa della salute. A rassicurare consiglieri e cittadini sull’avvio del progetto per il nuovo distretto sanitario che dovrebbe sorgere in zona Casalino è il direttore amministrativo. «I 5 milioni necessari - dice Valeri - sono stati finanziati per 3,6 milioni dalla Regione e il resto dall’Asl, che ha una buona capacità di investimenti, che servono anche a creare economia e posti di lavoro. Abbiamo in programma una serie di incontri con gli uffici tecnici per tagliare il più possibile i tempi morti e velocizzare l’attuazione del progetto».
Revisione del modello per intensità di cure. La nuova direzione aziendale non ha mai fatto mistero sull’intenzione di “modellare” l’intensità di cura prevista dalla regione per le strutture sanitarie toscane alle necessità dei cittadini dell’Asl 6. «È l’organizzazione - ribadisce il dg sanitario Giustarini - che deve adattarsi ai cittadini e non il contrario». Ma siccome «l’intensità di cure è quasi spontanea per il settore della chirurgia, ma di difficile applicazione per l’ambito della medicina», l’Asl ipotizza che i medici di famiglia tornino ad avere un ruolo nodale. «Devono riappropriarsi - spiega Giustarini - delle loro funzioni, facendo un quadro di insieme del malato. Loro sono il primo punto a cui si rivolgono i cittadini».
Quanto al’organizzazione della cardiologia all’interno dell’ospedale di Cecina, Giustarini ribadisce l’intenzione di «rimodularla in modo congruente. Certo non sarà riaperto il reparto, ma andiamo a individuare posti letto specifici per le patologie cardiovascolari».
Anna Cecchini
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